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25 marzo 2018

A ResPublica con Simone

Sono diversi mesi che vado in giro a presentare il mio saggio dedicato alla filosofa e scrittrice Simone de Beauvoir, e sin qui ho avuto sempre incontri belli e costruttivi. Ma l’appuntamento di quest’ultimo sabato ad Alghero, nell'ambito del festival FeminArts, è stato davvero speciale, perché speciale è il luogo che mi ha accolta, segnato com'è dall'inconfondibile cifra di un sentito impegno collettivo. Si chiama ResPublica, ed è una rete aperta di associazioni di promozione sociale e di servizi che opera nel magnifico edificio di un’antica caserma, nel cuore del centro storico, trasformata in un attivissimo e accogliente centro culturale, con una gestione degli spazi ispirata agli usi civici. Al suo interno c'è una biblioteca, attualmente impegnata anche nella costruzione di una raccolta dedicata ai più piccoli.
Sabato pomeriggio, nelle stanze che si affacciano in un labirintico corridoio dagli alti soffitti, intravedevo diversi gruppi di lavoro; in una di esse, dei ragazzi africani seduti in cerchio, erano concentrati nella conversazione. Arrivata in anticipo, non ho comunque voluto fotografare nelle stanze, per non disturbare, limitandomi a pochi spazi vuoti. E vorrei raccontare di più e meglio, ma lo scopo di questo post è soltanto quello di ringraziare con tutto il cuore chi mi ha inviata a presentare il libro in un luogo così bello e significativo.
In particolare, grazie a Enedina Sanna, anche per l'introduzione all'incontro, e grazie alla ricercatrice Rosanna Morace per la sua analisi puntuale e appassionata di "Simone, le Castor. La costruzione di una morale", che ha stimolato una discussione molto partecipata con le tante persone presenti. Grazie a tutte e a tutti, infine, per le riflessioni e le belle domande: sono andata via con il desiderio di poter ritornare. Lunga vita a ResPublica!

 
 

3 dicembre 2017

Con "Simone, le Castor" a Orgosolo

Simone de Beauvoir este nashia in Parigi in su 1908. Ada istudiau filosofia a La Sorbonne, iuve ada honnotu a Jean-Paul Sartre e ateras pessones istruias; in chin issos ada intratesu unu arresonu filosoficu e politicu, arrichiu dae su hi vi sutzediada in cussos annos. Ustu hunfrontu che l'ada ata arribare a fahere parte de sa "res publica" de s'esistenzialsmu vrantzesu, iuve sa filosofa juhiada e ada galu homo unu postu suo de importu. Sempere huncorde hin sos printzipios de sos filosofos, mancari hi in cussos tempos vaiada medas trumentos, s'idea filosofica sua este annoidada dae su bisonzu de sintzeridade e dae su sensu de responsabilidade hi cada unu de nois depede aere de sa vida sua. In custu sensu rispettada su hi Sartre descrivede in Che cos'è la letteratura?, duncas s'ishrittura non podede istare indedda dae sos omines e da sa sotziedade, ma si depede dedicare a sa condizione umana e ahere in modu hi nemos podada ahere a mancu de ishire su hi vi capitada e a si hunsiderare hene curpa. Sa pessone de Simone de Beauvoir sinzada su passazzu a unu novu modellu de pessone istruia, hi in sa sotziedade cumpricada moderna non podede prusu ishriere solu pro issa e pro suddisfazione sua, ma si depede impinnare e su hi ishriede depede essere de azzudu pro mezzorare sa sotziedade. Sa filosofa ada travallau pessandela in custu modu, ma sempere cumintzande dae issa e totu, istande attentu a tottus sos hambiamentos de s'interioridade de sa pessone. Emina moderna e cuncreta, non si perdede hin imburdulos de allegas ma su pessamentu suo este a c'arribare a su menzus pro sa vida de sas pessones, ilhande sos medios a sos trumentos de cada unu e de tottu sa colletividade.
Sas ideas suas supra su raportu de sa filosofia e de sa vida las ada ispiegas in s'opera L'esistenzialismo e la saggezza delle nazioni, mascamente narada a s'omine ada bisonzu de sa filosofia pro esserede liberu, a sa filosofia daede usta possibilidade. Ada affrontau atteros temas in sas operas: Memorie di una ragazza perbene, L'età forte, La forza delle cose, A conti fatti, Una morte dolcissima e La cerimonia degli addii. Sos temas printzipales suni sa varsidade e sos dubbios e sas dimandas de s'esistensia e sa possibilidade de prozetare lezes vonas e zustas de modos de ahere, proha s'omine si depede misurare hin sos limites hi ada e hin cussos provare a si dare una regula zusta de vida, hene dare curpa a Deus e a ateras lezes morales. Un'ateru tema importante hi ada trattau este sa hestione de sa emina e de s'emancipazione sua (Il secondo sesso).
S'iscrittrice Bastiana Madau pretzisada a in su libru ada considerau mascamente su travallu hi Simone de Beauvoir ada atu in intro de se, hi ilhande sa serenidade este holada dae pessare e resonare solu pro issa a si ponnere hin cunfrontu in tottus sos ateros, proha issa este humbinta a sas allegas e sos arresonamentos servini propriu homente bonos printzipios pro hambiare sas hosas. […] E, pro inire su saggio, Bastiana Madau c'ada ertziu ponnere in intro unu articulu hi ada ishrittu pro unu giornale vranzesu pro sos trint'annos de sa morte de Simone de Beauvoir.
Intervento di Rosalba Fistrale alla presentazione a Orgosolo del libro Simone, le Castor. La costruzione di una morale di Bastiana Madau (Cuec 2017).

Bella serata a Orgosolo il 2 dicembre 2017, in occasione della presentazione del mio saggio sull'opera e il pensiero di Simone de Beauvoir. Belle le domande, partecipata e attenta la conversazione, alto l'ascolto. Ringrazio Maria Giovanna Fossati, appassionata e brillante relatrice; la giovane Rosalba Fistrale, che con il suo musicale orgolese ci ha incantato con una traduzione dall'italiano al sardo di alcune parti significative del libro, restituendo in modo assolutamente corretto i concetti. Ringrazio di cuore Michela, Giuseppina, Maura, Giovanna Luisa e tutte per l'organizzazione e la squisita ospitalità, e abbraccio tutte con stima e amicizia.

2 dicembre 2017

A return to Orgosolo

Oggi a Orgosolo sarà presentato il libro di Bastiana Madau Simone, le Castor. La costruzione di una morale (Cuec, 2017). Dopo la presentazione di Rosalba Fistrale e le letture dal saggio a cura di Maria Giovanna Ganga, dialogherà con l'autrice la giornalista Maria Giovanna Fossati. L'appuntamento, organizzato da "Donne di Orgosolo" e la Cuec Editrice, è fissato per le 17:30 nella saletta del bar di Giovanna Luisa.

29 ottobre 2017

Racconto fotografico di un incontro al liceo scientifico "E. Fermi" di Nuoro

Leggere, studiare, tradurre e interpretare il saggio di Bastiana Madau Simone, le Castor. La costruzione di una morale (Cuec 2016, 2a ed., 2017; con una nota introduttiva di Alessandra Pigliaru): è quanto è stato realizzato dal Liceo scientifico “E. Fermi” di Nuoro, come ho scoperto durante l'incontro con gli allievi di alcune quarte e quinte, sorprendendomi. 
Informata dalla prof. Francesca Mazzette che in alcune classi era stato letto il libro, con la sua guida, e invitata dai docenti del dipartimento di storia e filosofia, sono arrivata a scuola con curiosità e voglia di ascoltare. E i lavori dei ragazzi sono andati ben oltre le mie aspettative, soprattutto per l'abilità nel mettere in relazione i concetti e creare diverse connessioni disciplinari.
Ho apprezzato tutto: il profilo dell'autrice presentato da Angelica in sardo oranese, che mi ha divertita e commossa, così come anche quello preparato ed esposto da Simona, Maria Lucia, Cristiana, Angelo e Luisa; Maria Giuseppina e Rosalba, che hanno tradotto in orgolese la prefazione, in un sardo assolutamente musicale, perfetto (è bello scoprire delle persone così giovani che ancora parlano una limba così nobilmente, esprimendo concetti anche complessi!); la lettura assai espressiva di Giulia, che avevo avuto già il piacere di ascoltare in un lavoro teatrale curato dalla prof. Maria Giovanna Ganga, che in questa occasione ha proposto stralci significativi del libro; la presentazione sintetica della vita e delle opere di Simone de Beauvoir, curata da Mattia, Maria Grazia, Antonella, Lorenzo e Matteo; la presentazione del saggio, frutto della lettura attentissima che ne ha voluto fare Veronica, con notevole, intelligente sforzo riassuntivo e interpretativo; l'incantevole traduzione e lettura in spagnolo del capitolo “La scelta di un mondo senza Dio” fatta da Roberta e Alessandro; la bella lettura in francese proposta da Martina, Alessia e Mariantonietta;  l'esposizione in inglese della parte intitolata "Ipotesi esistenzialista sulla condizione della donna", fatta da Carla (bravissima); l'intervento complesso di Melissa sulla "morale"; il modulo sull'esistenzialismo e la condizione della donna nella storia, curato da Arianna, Giulia, Silvia, Giorgia, Giovanna, Maddalena, Michela; il modulo sul contesto storico in cui visse e operò la filosofa, curato da Salvatore, Anna, Giovanna, Maria Giovanna e Antioco; gli straordinari Vittorio, Antonio, Paolo, Stefano e Alberto, che, prendendo spunto dalla passione per il jazz di Simone de Beauvoir, hanno tenuto una sorta di piccola conferenza sul rapporto tra la filosofia e la musica, la musica e la libertà, la libertà e la bellezza, attraversando alcune tappe della storia del pensiero e facendo ascoltare alla platea brani di diverse epoche storiche, sino alla contemporaneità. E molto ho apprezzato, in epilogo, l'intelligente domanda che mi ha fatto Giovanna.
Insomma, un grande dono, veramente, e mi sarebbe piaciuto fermarmi ancora a conversare con loro. Che dire, dunque? Arrivederci.
Ringrazio i ragazzi e le ragazze per la loro serietà e per l'impegno, e faccio a ciascuno di essi un fortissimo augurio. E ringrazio le docenti e la dirigente. Di cuore.
 
 
 

25 ottobre 2017

À l'école avec Simone

Questo venerdì incontrerò i docenti del dipartimento di storia e filosofia del Liceo scientifico "Fermi" di Nuoro e, soprattutto, i loro allievi e allieve. Sono onorata e felice di sapere che hanno letto e riflettuto sul mio saggio Simone, le Castor. La costruzione di una morale (Cuec, Cagliari 2016; 2a edizione 2017) e perciò curiosissima di andare a scuola, ascoltare. Insomma, un appuntamento a cui tengo particolarmente.
La Nuova Sardegna, mercoledì 25 0ttoble 2017, p. 22.

27 maggio 2017

Sans échec, pas de morale

Ieri, a Oristano, c'è stata la presentazione della seconda edizione del mio saggio Simone le Castor. La costruzione di una morale (Cuec, Cagliari 2017). Ha generosamente introdotto Savina Dolores Massa con una lettura eseguita con voce pacata ed espressiva, seguita dalla relazione di Anna Maria Capraro, che, dopo una raffinata analisi del saggio (in cui devo dire che è riuscita a mettermi in gioco e a "spogliarmi" più di quanto sia accaduto in altre presentazioni), mi ha domandato perchè, in quale situazione e per chi io abbia scritto un'opera che ha un sapore "circolare", in cui "dopo ogni affondo si ricomincia" e "l'intero libro è come se finisse con un inizio". Più o meno così.
Insomma, mi sono ritrovata a raccontare, quasi come non avessi davanti un pubblico attento, ma fossimo io e lei nella cucina di casa davanti a una tisana fumante, del come e del perché, dopo tanti anni passati in una casa editrice a scrivere solo per gli altri, io abbia sentito la necessità di farlo per me. Già, perché io prima di tutto ho scritto per me, aggiungo qui, come una volta, prima che iniziasse l'alienazione duvuta sia detto con perspicacia – non al lavoro in sé, che so fare, ma al clima psicosociale, alla delusione nei confronti di persone nelle cui mani avevo messo il mio destino, abbandonando un altro lavoro, e che, tradendo la progettualità che avevo creduto condivisa, mi avevano gettata in una situazione dove io non avevo più alcun potere di intervenire per il cambiamento. Ho sostato per anni in una situazione al limite della sopportazione; ero diventata, nel malessere, irriconoscibile a me stessa. In realtà, dunque, quel "per me" è stato solo in riposta alla mia necessità di scrivere tout-court in un periodo in cui – per motivi che non sono stata lì a spiegare nei dettagli e su cui nemmeno ora mi soffermerò – vivevo un enorme vuoto, tanto più angosciante in quanto avevo sin lì sempre vissuto impegnata nella trasformazione dell'esistente. 
Al tempo vuoto non potrei mai abituarmi senza morirne, ed è quel tempo sconosciuto che ho cercato di addomesticare, sforzandomi di trasformarlo in tempo libero o almeno di individuare ancora al suo interno un'opportunità di libertà. Detestando la tristezza, avversando il dolore, ho capito abbastanza per tempo (momentaneamente schivando il rischio di cadere in depressione) che il solo modo concessomi per tornare ad avere io rispetto di me stessa era quello di riprendere a scrivere con sistematicità. Vivevo e tuttora vivo un periodo in cui rivedo e analizzo tante cose, come in un film, alla ricerca di punti di riferimento da buttare, salvare, equilibrare. È stato nel corso di questa ricerca (non oso chiamarla auto analisi, essendo stata una reazione alla crisi piuttosto selvaggia) che ho ritrovato Simone de Beauvoir, una delle filosofe che mi è stata maestra nel passaggio dall'adolescenza all'età adulta. E con essa ho deciso di trascorrere tante e tante ore della mia inedita e per certi versi mostruosa eccedenza di tempo. Ho riattraversato la sua opera con la mia scrittura per stare dentro a un argomentare  forte, razionale, illuminista, perché avevo bisogno esattamente di un pensiero in cui la fine non è mai una vera fine o almeno non è devastante come può esserlo una fine, proprio perché essa, la fine, è sempre messa in conto e di più: è assunta nel progetto di vita insieme a diverse altre contraddizioni e ambiguità che non sono affatto estranee all'esistenza, ma anzi costituiscono e caratterizzano la condizione umana. E in cui, soprattutto, il bisogno di costruzione e ricostruzione morale è con essa che inizia in modo particolarmente consapevole: con la fine, con lo scacco; è in quei frangenti che soprattutto si misurano la nostra responsabilità e capacità di trascendenza; è lo scacco a porre le basi della costruzione e della ricostruzione consapevole della morale. Eccetera. Non ho idea, infatti, nemmeno di finire questo post: se vi viene voglia leggete il libro. 
Nelle foto: 26 maggio 2017, al Centro Servizi Culturali UNLA di Oristano per la presentazione di Simone, le Castor. La costruzione di una morale (Cuec, Cagliari 2017), con Savina Dolores Massa, splendida scrittrice e cara amica.

20 marzo 2017

A Orani con "Simone, le Castor"

Accompagnata dallo scrittore e giornalista Giacomo Mameli, sabato scorso, 18 marzo, ho presentato a Orani il mio libro Simone le Castor. La costruzione di una morale (Cuec, 1a ed. 2016, 2a ed. 2017) e posso dire di essere davvero contenta, sia per la quantità sia per la qualità della partecipazione. Meglio di me lo dice il breve saluto che ho trovato stamattina al risveglio:
“Grazie mille, Bastiana, per queste due ore estremamente interessanti e ricche di riflessioni. Non ho potuto non notare una coltre di empatia, palpabile, tra te e noi, tra te e la platea. Un ritorno a casa veramente ricco di emozioni. Il libro mi è piaciuto tantissimo, e ha segnato per me un ritorno al mio vecchio amore del liceo, la filosofia, amata e abbandonata per gli studi tecnici. L'idea, in estrema sintesi, che mi sono fatta della costruzione della morale in Simone è che questo processo viaggi parallelamente al processo di ricerca della felicità ma anche della verità e della giustizia, pilastri fondanti della sua morale. Spero tanto di avere altre occasioni di confronto. Un grande abbraccio e un augurio per i prossimi progetti.”
È Laura Pintus che scrive, architetto, madre di una bambina, alla guida dell'assessorato all'urbanistica del Comune di Orani. Sono parole che restituiscono senso pieno al mio lavoro e, in questo caso, soprattutto al loro, come amministratori, che nelle cose che propongono alla comunità ci mettono davvero la testa e il cuore. Mi sarebbe dispiaciuto, infatti, essere lì soltanto perché vi sono nata e cresciuta, d'ufficio, come si suol dire, e non invece, com'è stato davvero, per presentare un libro i cui contenuti l'amministrazione – e in particolare l'assessorato alla cultura – ha ritenuto anche di interesse per la comunità. Anch'io ho percepito un ascolto bello, alto, da parte di tutte le persone presenti, e mi sento colma di gratitudine.
Grazie all'assessore alla cultura Valerio Porcu, che ha saputo cogliere e restituire aspetti importanti del libro durante il suo saluto, che non è stato formale, ma davvero di grande spessore umano e culturale. Grazie al Sindaco Antonio Fadda, al suo stile, alla sua intelligentissima risposta alla mia domanda su Marianna Bussalai (ne parleremo ancora). Grazie a Valentina Loche, attrice di teatro, per le letture ad alta voce, grazie a Giuseppe Balvis, Elisa Masala, Anna Lisa Loche per la collaboraborazione tecnica. Grazie alle mie sorelle per il drink. 
[Nelle foto che mi hanno mandato stamattina: insieme a me, Giacomo Mameli, che ha coordinato la presentazione del libro; il Sindaco di Orani, Antonio Fadda, intervenuto durante la discussione; uno scorcio della platea. La locandina della rassegna dove è stata inserita la presentazione del mio libro; la copertina di quest'ultimo.]

6 febbraio 2017