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26 aprile 2018
25 marzo 2018
A ResPublica con Simone
Sono diversi mesi che vado in giro a presentare il mio saggio dedicato alla filosofa e scrittrice Simone de Beauvoir, e sin qui ho avuto sempre incontri belli e costruttivi. Ma l’appuntamento di quest’ultimo sabato ad Alghero, nell'ambito del festival FeminArts, è stato davvero speciale, perché speciale è il luogo che mi ha accolta, segnato com'è dall'inconfondibile cifra di un sentito impegno collettivo. Si chiama ResPublica, ed è una rete aperta di associazioni di promozione sociale e di servizi che opera nel magnifico edificio di un’antica caserma, nel cuore del centro storico, trasformata in un attivissimo e accogliente centro culturale, con una gestione degli spazi ispirata agli usi civici. Al suo interno c'è una biblioteca, attualmente impegnata anche nella costruzione di una raccolta dedicata ai più piccoli.
Sabato pomeriggio, nelle stanze che si affacciano in un labirintico corridoio dagli alti soffitti, intravedevo diversi gruppi di lavoro; in una di esse, dei ragazzi africani seduti in cerchio, erano concentrati nella conversazione. Arrivata in anticipo, non ho comunque voluto fotografare nelle stanze, per non disturbare, limitandomi a pochi spazi vuoti. E vorrei raccontare di più e meglio, ma lo scopo di questo post è soltanto quello di ringraziare con tutto il cuore chi mi ha inviata a presentare il libro in un luogo così bello e significativo.
In particolare, grazie a Enedina Sanna, anche per l'introduzione all'incontro, e grazie alla ricercatrice Rosanna Morace per la sua analisi puntuale e appassionata di "Simone, le Castor. La costruzione di una morale", che ha stimolato una discussione molto partecipata con le tante persone presenti. Grazie a tutte e a tutti, infine, per le riflessioni e le belle domande: sono andata via con il desiderio di poter ritornare. Lunga vita a ResPublica!


Sabato pomeriggio, nelle stanze che si affacciano in un labirintico corridoio dagli alti soffitti, intravedevo diversi gruppi di lavoro; in una di esse, dei ragazzi africani seduti in cerchio, erano concentrati nella conversazione. Arrivata in anticipo, non ho comunque voluto fotografare nelle stanze, per non disturbare, limitandomi a pochi spazi vuoti. E vorrei raccontare di più e meglio, ma lo scopo di questo post è soltanto quello di ringraziare con tutto il cuore chi mi ha inviata a presentare il libro in un luogo così bello e significativo.
In particolare, grazie a Enedina Sanna, anche per l'introduzione all'incontro, e grazie alla ricercatrice Rosanna Morace per la sua analisi puntuale e appassionata di "Simone, le Castor. La costruzione di una morale", che ha stimolato una discussione molto partecipata con le tante persone presenti. Grazie a tutte e a tutti, infine, per le riflessioni e le belle domande: sono andata via con il desiderio di poter ritornare. Lunga vita a ResPublica!


3 dicembre 2017
Con "Simone, le Castor" a Orgosolo
Simone de Beauvoir este nashia in Parigi in su 1908. Ada istudiau filosofia a La Sorbonne, iuve ada honnotu a Jean-Paul Sartre e ateras pessones istruias; in chin issos ada intratesu unu arresonu filosoficu e politicu, arrichiu dae su hi vi sutzediada in cussos annos. Ustu hunfrontu che l'ada ata arribare a fahere parte de sa "res publica" de s'esistenzialsmu vrantzesu, iuve sa filosofa juhiada e ada galu homo unu postu suo de importu. Sempere huncorde hin sos printzipios de sos filosofos, mancari hi in cussos tempos vaiada medas trumentos, s'idea filosofica sua este annoidada dae su bisonzu de sintzeridade e dae su sensu de responsabilidade hi cada unu de nois depede aere de sa vida sua. In custu sensu rispettada su hi Sartre descrivede in Che cos'è la letteratura?, duncas s'ishrittura non podede istare indedda dae sos omines e da sa sotziedade, ma si depede dedicare a sa condizione umana e ahere in modu hi nemos podada ahere a mancu de ishire su hi vi capitada e a si hunsiderare hene curpa. Sa pessone de Simone de Beauvoir sinzada su passazzu a unu novu modellu de pessone istruia, hi in sa sotziedade cumpricada moderna non podede prusu ishriere solu pro issa e pro suddisfazione sua, ma si depede impinnare e su hi ishriede depede essere de azzudu pro mezzorare sa sotziedade. Sa filosofa ada travallau pessandela in custu modu, ma sempere cumintzande dae issa e totu, istande attentu a tottus sos hambiamentos de s'interioridade de sa pessone. Emina moderna e cuncreta, non si perdede hin imburdulos de allegas ma su pessamentu suo este a c'arribare a su menzus pro sa vida de sas pessones, ilhande sos medios a sos trumentos de cada unu e de tottu sa colletividade.
Sas ideas suas supra su raportu de sa filosofia e de sa vida las ada ispiegas in s'opera L'esistenzialismo e la saggezza delle nazioni, mascamente narada a s'omine ada bisonzu de sa filosofia pro esserede liberu, a sa filosofia daede usta possibilidade. Ada affrontau atteros temas in sas operas: Memorie di una ragazza perbene, L'età forte, La forza delle cose, A conti fatti, Una morte dolcissima e La cerimonia degli addii. Sos temas printzipales suni sa varsidade e sos dubbios e sas dimandas de s'esistensia e sa possibilidade de prozetare lezes vonas e zustas de modos de ahere, proha s'omine si depede misurare hin sos limites hi ada e hin cussos provare a si dare una regula zusta de vida, hene dare curpa a Deus e a ateras lezes morales. Un'ateru tema importante hi ada trattau este sa hestione de sa emina e de s'emancipazione sua (Il secondo sesso).
S'iscrittrice Bastiana Madau pretzisada a in su libru ada considerau mascamente su travallu hi Simone de Beauvoir ada atu in intro de se, hi ilhande sa serenidade este holada dae pessare e resonare solu pro issa a si ponnere hin cunfrontu in tottus sos ateros, proha issa este humbinta a sas allegas e sos arresonamentos servini propriu homente bonos printzipios pro hambiare sas hosas. […] E, pro inire su saggio, Bastiana Madau c'ada ertziu ponnere in intro unu articulu hi ada ishrittu pro unu giornale vranzesu pro sos trint'annos de sa morte de Simone de Beauvoir.
Intervento di Rosalba Fistrale alla presentazione a Orgosolo del libro Simone, le Castor. La costruzione di una morale di Bastiana Madau (Cuec 2017).




Bella serata a Orgosolo il 2 dicembre 2017, in occasione della presentazione del mio saggio sull'opera e il pensiero di Simone de Beauvoir. Belle le domande, partecipata e attenta la conversazione, alto l'ascolto. Ringrazio Maria Giovanna Fossati, appassionata e brillante relatrice; la giovane Rosalba Fistrale, che con il suo musicale orgolese ci ha incantato con una traduzione dall'italiano al sardo di alcune parti significative del libro, restituendo in modo assolutamente corretto i concetti. Ringrazio di cuore Michela, Giuseppina, Maura, Giovanna Luisa e tutte per l'organizzazione e la squisita ospitalità, e abbraccio tutte con stima e amicizia.
2 dicembre 2017
A return to Orgosolo
Oggi a Orgosolo sarà presentato il libro di Bastiana Madau Simone, le Castor. La costruzione di una morale (Cuec, 2017). Dopo la presentazione di Rosalba Fistrale e le letture dal saggio a cura di Maria Giovanna Ganga, dialogherà con l'autrice la giornalista Maria Giovanna Fossati. L'appuntamento, organizzato da "Donne di Orgosolo" e la Cuec Editrice, è fissato per le 17:30 nella saletta del bar di Giovanna Luisa.
23 settembre 2017
Odino nelle terre del rimorso
Il 29 settembre, alle ore 18, ci incontriamo nell'auditorium della biblioteca comunale di Orgosolo per presentare il bellissimo libro di Vincenzo Santoro dove sono raccolti diversi contributi atti a ricostruire la sperimentazione artistica e politica che nei primi anni settanta investì anche le popolazioni di Orgosolo e San Sperate. Parleremo in modo più esteso del senso che all'epoca avevano le interazioni tra gli artisti e i locali in una dimensione di scambio, che il nostro presente indica, oggi più che mai, come una strada su cui ritornare.
Sarò con l'autore, con Antonello Zanda, direttore della Cineteca Sarda/Società Umanitaria, che ha contribuito alla pubblicazione, e con l'editore di Squilibri. Durante l'incontro sarà proiettato un estratto del film sull'Odin "In cerca di teatro", del 1974. Il giorno dopo, a San Sperate, verranno esposte anche 7 fotografie scattate da Antonio Cabiddu nel 1974.
Sarò con l'autore, con Antonello Zanda, direttore della Cineteca Sarda/Società Umanitaria, che ha contribuito alla pubblicazione, e con l'editore di Squilibri. Durante l'incontro sarà proiettato un estratto del film sull'Odin "In cerca di teatro", del 1974. Il giorno dopo, a San Sperate, verranno esposte anche 7 fotografie scattate da Antonio Cabiddu nel 1974.
20 marzo 2017
A Orani con "Simone, le Castor"
Accompagnata dallo scrittore e giornalista Giacomo Mameli, sabato scorso, 18 marzo, ho presentato a Orani il mio libro Simone le Castor. La costruzione di una morale (Cuec, 1a ed. 2016, 2a ed. 2017) e posso dire di essere davvero contenta, sia per la quantità sia per la qualità della partecipazione. Meglio di me lo dice il breve saluto che ho trovato stamattina al risveglio:
“Grazie mille, Bastiana, per queste due ore estremamente interessanti e ricche di riflessioni. Non ho potuto non notare una coltre di empatia, palpabile, tra te e noi, tra te e la platea. Un ritorno a casa veramente ricco di emozioni. Il libro mi è piaciuto tantissimo, e ha segnato per me un ritorno al mio vecchio amore del liceo, la filosofia, amata e abbandonata per gli studi tecnici. L'idea, in estrema sintesi, che mi sono fatta della costruzione della morale in Simone è che questo processo viaggi parallelamente al processo di ricerca della felicità ma anche della verità e della giustizia, pilastri fondanti della sua morale. Spero tanto di avere altre occasioni di confronto. Un grande abbraccio e un augurio per i prossimi progetti.”
“Grazie mille, Bastiana, per queste due ore estremamente interessanti e ricche di riflessioni. Non ho potuto non notare una coltre di empatia, palpabile, tra te e noi, tra te e la platea. Un ritorno a casa veramente ricco di emozioni. Il libro mi è piaciuto tantissimo, e ha segnato per me un ritorno al mio vecchio amore del liceo, la filosofia, amata e abbandonata per gli studi tecnici. L'idea, in estrema sintesi, che mi sono fatta della costruzione della morale in Simone è che questo processo viaggi parallelamente al processo di ricerca della felicità ma anche della verità e della giustizia, pilastri fondanti della sua morale. Spero tanto di avere altre occasioni di confronto. Un grande abbraccio e un augurio per i prossimi progetti.”
È Laura Pintus che scrive, architetto, madre di una bambina, alla guida dell'assessorato all'urbanistica del Comune di Orani. Sono parole che restituiscono senso pieno al mio lavoro e, in questo caso, soprattutto al loro, come amministratori, che nelle cose che propongono alla comunità ci mettono davvero la testa e il cuore. Mi sarebbe dispiaciuto, infatti, essere lì soltanto perché vi sono nata e cresciuta, d'ufficio, come si suol dire, e non invece, com'è stato davvero, per presentare un libro i cui contenuti l'amministrazione – e in particolare l'assessorato alla cultura – ha ritenuto anche di interesse per la comunità. Anch'io ho percepito un ascolto bello, alto, da parte di tutte le persone presenti, e mi sento colma di gratitudine.
Grazie all'assessore alla cultura Valerio Porcu, che ha saputo cogliere e restituire aspetti importanti del libro durante il suo saluto, che non è stato formale, ma davvero di grande spessore umano e culturale. Grazie al Sindaco Antonio Fadda, al suo stile, alla sua intelligentissima risposta alla mia domanda su Marianna Bussalai (ne parleremo ancora). Grazie a Valentina Loche, attrice di teatro, per le letture ad alta voce, grazie a Giuseppe Balvis, Elisa Masala, Anna Lisa Loche per la collaboraborazione tecnica. Grazie alle mie sorelle per il drink.
[Nelle foto che mi hanno mandato stamattina: insieme a me, Giacomo Mameli, che ha coordinato la presentazione del libro; il Sindaco di Orani, Antonio Fadda, intervenuto durante la discussione; uno scorcio della platea. La locandina della rassegna dove è stata inserita la presentazione del mio libro; la copertina di quest'ultimo.]
6 febbraio 2017
12 dicembre 2016
Letture e dialoghi in biblioteca. Credits.
Insomma, è andata. Sono contenta che il nutrito pubblico che ha
partecipato alla prima presentazione del mio libro Simone, le Castor.
La costruzione di una morale (Cuec, 2016), alla Biblioteca "S. Satta" di Nuoro, abbia avuto un alto livello
di ascolto, grazie anche alle mie compagne di presentazione – Maria
Giovanna Ganga, Vannina Mulas, Alessandra Pigliaru –, diversamente brave, molto brave, ciascuna giocando con alto profilo il suo compito. Grazie
di cuore, in particolare, ad Alessandra, anche autrice della
nota introduttiva al saggio, che in questa occasione ha confermato una
grande acutezza di analisi e nel contempo la capacità, piuttosto fuori
dal comune, di porgerla con limpidezza e semplicità a chi ascolta.
Grazie soprattutto per le domande che mi ha posto sull'attualità del
pensiero di Simone de Beauvoir, in cui crede, e in cui credo io,
altrimenti non avrei scritto quel che ho scritto.
In questo senso sono grata anche agli interventi arrivati dal pubblico presente, curioso e generoso. A tutte e a tutti devo il “battesimo” felice del libro, che mi incoraggia a proseguire quest'avventura, portando Simone, le Castor anche in altri luoghi – comuni, biblioteche, associazioni –, per ricordare o per far conoscere per la prima volta l'opera, il pensiero, i temi ancora attualissimi affrontati da una delle voci più interessanti e significative del nostro non archiviato Novecento.
Last but not least, grazie al mio editore, per avere coraggiosamente creduto in un'opera di argomento “non sardo”, ma che un pubblico di lettori e lettrici sardi, sardissimi, sta mostrando di sapere accogliere e apprezzare. Ci sono dei motivi, e lui, che insieme a me ci ha creduto, li sa, li conosce.
In questo senso sono grata anche agli interventi arrivati dal pubblico presente, curioso e generoso. A tutte e a tutti devo il “battesimo” felice del libro, che mi incoraggia a proseguire quest'avventura, portando Simone, le Castor anche in altri luoghi – comuni, biblioteche, associazioni –, per ricordare o per far conoscere per la prima volta l'opera, il pensiero, i temi ancora attualissimi affrontati da una delle voci più interessanti e significative del nostro non archiviato Novecento.
Last but not least, grazie al mio editore, per avere coraggiosamente creduto in un'opera di argomento “non sardo”, ma che un pubblico di lettori e lettrici sardi, sardissimi, sta mostrando di sapere accogliere e apprezzare. Ci sono dei motivi, e lui, che insieme a me ci ha creduto, li sa, li conosce.
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