Papassinos di diversi tipi per le ricorrenze di questi giorni novembrini: rating, spread, Bund...
Visualizzazione post con etichetta dolci. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta dolci. Mostra tutti i post
1 novembre 2011
29 ottobre 2010
S'animedda di A. e la risposta di Tziu Nino
I
bambini e le bambine di Orani, da che mondo è mondo, chiamano la ricorrenza del secondo giorno di novembre S'animedda, "piccola anima",
e l'aspettano con trepidazione, svuotando le zucche e
incidendole con un coltellino sino a trasformarle in magnifiche e
spaventose lucerne. Usciranno per le strade all'imbrunire del Giorno dei Morti, a piccoli gruppi, ma negli antichi vicoli del paese si incrociano anche dei piccoli
camminatori solitari. Busseranno a ogni porta per chiedere su mortu mortu,
in suffragio delle anime dei defunti incarnate nelle zucche
illuminate: sas animeddas. In tutte le case già si prepara alacremente su mortu mortu da offrire, fatto di cose semplici e buone, che piacciono alle
anime golose dei morti, nell'immaginario fantastico e inossidabile, e di cui in realtà sono golosi i vivaci bambini e bambine oranesi: papassinos, bistoccos pintaos o lijos; nuche, nuzzòla
e méndhula, càrica e dinareddhu. Così tra qualche giorno scorazzeranno contenti nelle vie, con uno sforzo di compostezza perché è pur sempre il
Giorno dei Morti, intanto che gli zaini adidas, nike ed hello kitty si riempiono sino a scoppiare.
Nella mia lontana infanzia su mortu mortu si raccoglieva in sas cunas, invece, le federe bianche che le mamme disponevano come sacche da darci per l'atteso rituale, che sopravvive immutato in tutta la Barbagia.
Nella mia lontana infanzia su mortu mortu si raccoglieva in sas cunas, invece, le federe bianche che le mamme disponevano come sacche da darci per l'atteso rituale, che sopravvive immutato in tutta la Barbagia.
Offerenti generose e anche generosi,
dicevo; sennonché, oggi, un fraterno amico d'infanzia mi ha
ricordato del burbero e tenero Tziu Nino, il suonatore di organetto che
nelle feste di piazza – vuoi a Carnevale, vuoi a Santu Tanielle –
con il suo dillu faceva
ballare anche i morti. Tziu Nino in paese era un personaggio, e come
tale era soggetto ai bonari scherzi da parte dei discoli,
che di tanto in tanto lo importunavano tocchedhande senza motivo a casa sua, ossia smuovendo il
pesante battente del portale. Così fece A., appunto, ma con motivo: in un pomeriggio del Giorno dei Morti di tanti anni fa bussò da Tziu Nino pro
li pedire su mortu mortu e... cosa
lo dico a fare?... la riposta che gli arrivò da dentro casa mi ha
fatto ribaltare.
– TOC! TOC!
– Chi èèèèhh?
– S'animedda!
– S'animedda chi bo' nd'alet!!!
– No no, Tziu Ni', es' sa 'e veru!
– …
E fu così che Tziu Nino si distinse tra gli offerenti, non aprendo neppure all'innocente animedda di A.
![]() |
| Costantino Nivola, Su mortu mortu (1952) |
12 ottobre 2010
Bocù d fruà
Coraggio, finisco di lavorare e preparo il dolce che Paola chiama "Barumini". Ho tutti gli ingredienti: 3 ricottine Arborea, una stecca di cioccolato fondente, il miele di castagno, le bucce d'arancia cand... No, le bucce d'arancia candite non le ho, però mi sono rimasti tre panetti di aranzada che vanno bene uguale, anzi meglio, ché hanno anche qualche mandorla.
Li sbriciolerò sopra le ricottine, dopo averle cosparse con il cioccolato gratuggiato e il miele sciolto sulla fiamma.
Il sol pensier mi scalda.
Il sol pensier mi scalda.
Iscriviti a:
Post (Atom)





