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8 febbraio 2018

Un tè con biscotti e concetti a Casa Maninchedda - terzo appuntamento

Il complicato ma nondimeno affascinante tema del terzo appuntamento oranese sarà l’attenzione verso gli elementi del vero e del falso nella descrizione della Sardegna storica, questione a cui Sergio Atzeni ha dato con i suoi meravigliosi romanzi una risposta etica e artistica. Con lui ci siamo lasciati nel penultimo incontro e da lui ripartiremo, per riattraversare un bel po’ di “fole”, come le chiamava. Con me “saranno” gli studiosi che questo tema, produttore di tanti stereotipi duri a morire sui sardi e la Sardegna, lo hanno analizzato da diversi punti di vista: dalla grande Nereide Rudas al raffinato storico della letteratura Francesco Casula, dallo storico universitario Luciano Marrocu all’acuto storico militante Omar Onnis. C’è di che parlare e tanto si parlerà dei resoconti letterari e fotografici degli innumerevoli viaggiatori che hanno visitato l’isola a cavallo tra Otto e Novecento. Saranno presenti, invece, realmente due graditissimi ospiti: l'attrice teatrale Valentina Loche, che leggerà alcuni brani, e il giornalista e scrittore Giacomo Mameli, che con le sue indagini incentrate a cogliere la realtà di un’isola che non ha mai smesso di cambiare ha dato un grande contributo culturale alla decostruzione dei luoghi comuni.
Inizieremo puntuali, alle 17, per finire in tempo e partecipare tutti all'inaugurazione della mostra di Cristian Chironi, che ritorna da un lungo, straordinario viaggio, al Museo Nivola, alle 19.

17 novembre 2015

Fole di viaggio in ordine di arrivo

I sardi raccontati da chi li osserva dall'esterno, dagli “altri”, i non-sardi. Una prospettiva che a suo tempo appassionò Sergio Atzeni, attratto dallo studio delle “fole”, che lo scrittore provò a smontare in un libro uscito postumo con un titolo di presentazione programmatica: Raccontar fole (Sellerio, 1999). Interessante la lettera che presentava il testo al suo primo destinatario, l'allora direttore de “L'Unione Sarda” Massimo Loche: “Acclusa troverai la follia – descrizione della vita sarda a cavallo fra Sette e Ottocento, quando altrove si facevano Rivoluzione industriale e Rivoluzione Francese – costruita usando soltanto scrittori non sardi: italiani, tedeschi, francesi, inglesi. I sardi del passato non raccontati da se stessi ma da un occhio esterno: un po’ perché a quel tempo da sé non si raccontavano – chi scriveva preferiva inventare storie giudicali –, un po’ perché gli stranieri sono talvolta divertenti, un po’ perché l’occhio esterno vede con più freddezza, con meno affetto”.
L'attenzione verso gli elementi del vero e del falso nella descrizione della Sardegna ritorna oggi nel bel volume Viaggiatori italiani e stranieri in Sardegna (Alfa Editrice, 2015) a opera dello storico della letteratura sarda Francesco Casula, che arriva in libreria subito dopo il varo di due preziosi tomi, a firma dello stesso autore, riuniti sotto il titolo Storia della letteratura e della civiltà in Sardegna, proseguendo, quindi, l'importante intrapresa dello studioso nella costruzione di compendi di taglio critico e didattico. Convince subito la sapiente struttura del libro: Casula presenta il singolo “viaggiatore”; espone il motivo del suo soggiorno nell'isola; riassume i punti salienti del resoconto di viaggio, mettendolo anche a confronto e in contraddizione con altri coevi; informa sui pareri critici di autorevoli analisti in merito ai resoconti dei viaggiatori (talvolta non concordanti, come nel caso, ad esempio, delle osservazioni di Giulio Angioni e Sergio Atzeni in merito alle descrizioni di Joseph Fuos in Notizie sulla Sardegna, edito a Lipsia nel 1780, tradotto e pubblicato in Italia nel 1899); espone, da storico, la sua analisi (sul “viaggiatore” citato, ed esempio, esordisce: “Certo è che Fuos scopre il contrasto tra un territorio bellissimo e dalle ricchezze inesauribili e le sue difficili condizioni sociali ed economiche...”); riporta tutte le edizioni e riedizioni dei singoli resoconti, nonché i titoli dei saggi che li riguardano, e l'insieme bibliografico è dato in maniera discorsiva nel corpo del testo, interno ai contenuti riguardanti le descrizioni dei viaggi, sicché pregio dell'opera è anche l'avere evitato un numero considerevole di note, senza nulla togliere alla profondità dello scavo; infine, propone significativi stralci di lettura del resoconto del “viaggiatore”, per cui il risultato è straordinariamente interessante anche per la varietà dello stile linguistico e letterario dei molteplici autori. ... [Continua aprendo il link] Bastiana Madau, I viaggiatori italiani e stranieri in Sardegna, Il manifesto sardo, 16 novembre 2016. 
Fonte immagine: La Sardegna di Thomas Ashby. Fotografie 1906-1912, Carlo Delfino, Sassari 2014.