Visualizzazione post con etichetta Henry Matisse. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Henry Matisse. Mostra tutti i post

2 dicembre 2013

Il cuore di Icaro

È ancora buio, piove e tira vento. Ma sono riposata, sto bene, ho ancora due ore per me, e mi faccio prendere da pensieri ameni... Ricordo una mattina come questa di otto anni fa, a Parigi. Pioveva, tirava vento, stavo inspiegabilmente male ed ero in giro, insonne, dalle 5 del mattino (tiroide ballerina, scoprii qualche giorno dopo). Mi trovavo al 13°, vicino a Place d'Italie, e la prima luce accesa al secondo piano di un vecchio palazzo — intorno tutto grigio, pioveva, tirava vento... — mi diede la sensazione di uno squarcio su un cielo azzurro, proprio come il cuore di Icaro nel volo di Matisse.
Non ho più dimenticato quella suggestione, e stamattina, alla prima luce che si è accesa nella casa di fronte e alla prima sigaretta in terrazza, hélas! , si è ripresentata. 
Buongiorno.

6 maggio 2010

Dell'umiltà e grandezza



C’è un fondo di arroganza, come ammettono alcuni scrittori, nel processo letterario? 
Per quanto riguarda me e il mio lavoro, no. Altrimenti sarei un perfetto idiota. Scrivere è un atto di umiltà, tutto il contrario dell’arroganza. Quando scrivo non c’è spazio che per l’umiltà. Prima di me, tanti altri si sono seduti allo stesso tavolo e hanno lavorato con gli stessi strumenti, piuma, inchiostro, macchina per scrivere, computer. Autori grandissimi che leggo e rileggo. Impossibile provare arroganza. Puoi solo sentire timore o umiltà. E non sono un tipo timoroso.

Roberto Bolaño, da una intervista tradotta da Federico Bona, che puoi leggere integralmente qui.