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17 aprile 2016

L'erba per i ritorni

Potrebbe essere un fiume grandissimo
Una cavalcata di scalpiti un tumulto un furore
Una rabbia strappata uno stelo sbranato
Un urlo altissimo


Ma anche una minuscola erba per i ritorni
Il crollo d’una pigna bruciata nella fiamma
Una mano che sfiora al passaggio
O l’indecisione fissando senza vedere


Qualcosa comunque che non possiamo perdere
Anche se ogni altra cosa è perduta
E che perpetuamente celebreremo
Perché ogni cosa nasce da quella soltanto


Ma prima di giungervi
Prima la miseria profonda come la lebbra
E le maledizioni imbrogliate e la vera morte
Tu che credi dimenticare vanitoso
O mascherato di rivoluzione


La scuola della gioia è piena di pianto e sangue
Ma anche di eternità
E dalle bocche sparite dei santi
Come le siepi del marzo brillano le verità.


Franco Fortini, "La gioia avvenire", da Foglio di via, 1946-1967.

11 aprile 2016

Santa Lucia

Vorrei che i vostri occhi potessero vedere
questo cielo sereno che si è aperto,
la calma delle tegole, la dedizione
del rivo d'acqua che si scalda.

La parola è questa: esiste la primavera,
la perfezione congiunta all'imperfetto.
Il fianco della barca asciutta beve
l'olio della vernice, il ragno trotta.

Diremo più tardi quello che dev'essere detto.
Per ora guardate la bella curva dell'oleandro,
i lampi della magnolia.

Franco Fortini, Paesaggio con serpente. Versi 1973-1983, Einaudi, Torino 1984, p. 9.
Santa Lucia, oggi.

8 maggio 2011

I lampi della magnolia

Vorrei che i vostri occhi potessero vedere
questo cielo sereno che si è aperto,
la calma delle tegole, la dedizione
del rivo d'acqua che si scalda.

La parola è questa: esiste la primavera,
la perfezione congiunta all'imperfetto.
Il fianco della barca asciutta beve
l'olio della vernice, il ragno trotta.

Diremo più tardi quello che dev'essere detto.
Per ora guardate la bella curva dell'oleandro,
i lampi della magnolia.

Franco Fortini, Paesaggio con serpente. Versi 1973-1983, Einaudi, Torino 1984, p. 9.

21 settembre 2009

Composita (non) solvantur


Un padre e una figlia, una canzone eterna come una fiaba di Andersen.



Rivolgo col bastone le foglie dei viali.
Quei due ragazzi mesti scalciano una bottiglia.  Proteggete le nostre verità.
Franco Fortini, Composita solvantur, Einaudi, Torino 1995.