Negli scatti di Elena Mereu (agenzia di comunicazione "Nàrami") il racconto fotografico dell'incontro sui temi de La peste di Albert Camus: con la traduttrice dell'ultima edizione italiana del romanzo Yasmina Mélaouah, Maria Teresa Carbone, Dominique Vittoz, Bastiana Madau, Maria Giovanna Ganga e Battista Giordano. L'incontro si è svolto nell'ambito della terza edizione del festival Quando tutte le donne del mondo (QuFestival), rassegna di appuntamenti culturali tesa a mettere in luce principalmente il lavoro intellettuale delle donne.
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31 agosto 2021
"La peste" di Albert Camus al QuFestival di Orani
Orani, 26 agosto 2021, in Piazza Mazzini, rione Su Postu, cuore del nivoliano Pergola Village.
9 febbraio 2021
Remo e Tonino
Cara B., dedicato ad annonnu tuo, eccoti un brano scritto da Giuseppe Fanciulli dopo un soggiorno a Orani nel 1922:
«Erano
con noi due grilli grandi, Tonino Siotto e Remo Branca; amici fraterni,
entusiasti di ogni cosa bella (sebbene tutt'e due studino
giurisprudenza a Sassari) in vario modo: che Remo esplode in
meravigliose girandole, e Tonino sembra lasciare all'amico la cura
dell'esprimersi, mentre con brevi parole, più ancora con cenni risoluti e
col fuoco degli occhi, sottolinea, approva, e conferma. E l'uno
camminerà nella incantata via dell'arte; l'altro, che pure conosce il
mondo e ha una cultura così fine, resterà a curare le sue terre intorno
al paesello di Orani, per amore e per esempio; non sembrano, questi due
ragazzi, simboli della loro forte razza, rami di un ceppo solo? Così li
ho veduti, e così li ricordo: in fiore.
Siamo
rientrati in paese verso il tramonto, nell'ora più cara. Orani è
adagiato in una stretta piega dei poggi, giallognolo e bigio; ma solcato
dai venti che passano di corsa per la valle. A vederlo di fuori, pare
che l'abbiano scaricato dal bordo della alta strada maestra; e allora,
si capisce, le viuzze, le case, le piazzette, si sono fatte posto come
hanno potuto, conservando un certo aspetto di labirinto arruffato, che
piace al forestiero sempre desideroso di perdersi un poco. Molte di
quelle case, a un solo piano, sembrano fatte con le carte; ma hanno
quasi tutte cortili fioriti, e pergole ombrose. Le finestre, come in
molti paesi sardi, hanno un'inquadratura di bianca calce, e così
sembrano guardarci con gli occhiali. La gente è fitta. Passando dinanzi a
quelli che sulla soglia si godono il refrigerio della sera, Remo dice: "Su friscu", che è il miglior saluto; e voci gravi, voci chiare
rispondono con lenta mansuetudine. E bambini, anche qui, quanti! Tutti
belli, Dio li benedica, come granati maturi. Ci venivano dietro a
frotte, appena scalpicciando scalzi, come foglie nell'ala del vento.
E
di casa in casa abbiamo fatto varie visite, ammirando. A Orani si
possono ancora vedere di quelle vecchie cassapanche scolpite, che oggi
non si fanno più, e sono una meraviglia: la decorazione ha fregi
originali, e mutevoli, ricchi di quel gusto che la tradizione matura. In
una stanza terrena ho veduto, insieme con le cassapanche un vecchio
telaio sardo. La tessitura a mano è ancora molto in uso, in Sardegna; le
donne dei paesi filano con rocche dalla conocchia finemente intagliata,
quasi a ricordare le bifore e le cuspidi dei campanili pisani; fanno i "rocchetti" con strumenti primitivi dalle ricche decorazioni; e poi
tessono l'orbace in telai assai più piccoli di quelli che un volta si
usavano in Toscana (la mia nonna tesseva), telai che sembrano meglio
dominati dalla tessitrice, e per questo ancor più domestici.
Qualcuno raccoglie le antiche tradizioni di bellezza, e risale ad esprimerle per tutti, in forme nuove.
Orani
ha i suoi artisti. Mario Delitala, già noto in continente, è uno dei
giovani pittori sardi meglio dotati; la sua casa, che ci fu tanto
cortese, ha intere stanze da lui decorate, e mirabili opere. Ma ho
dovuto stupire incontrando un artista che fa il calzolaio. Sicuro; Paolo
Cosseddu, calzolaio, dedica tutto il suo tempo libero al devoto
esercizio dell'arte. Non ha mai studiato disegno, non possiede
strumenti, non ha avuto incoraggiamenti; e intaglia zucche — le belle
zucche che son borraccia al pastore e al viandante — bastoni, còfani con
un gusto meraviglioso; ha costruito un grande tabernacolo, di perfetta
architettura, e un carro sardo graziosissimo. Rimpiange, tuttavia, di
non aver mai studiato; e guarda il suo bambino per scoprire se affiora
una vena d'artista... e se appena c'è, questa vena, oh lui studierà, non
dubitate!
Di
porta in porta, abbiamo fatto sosta anche nella casa che, tanti anni
addietro, aveva ospitato Vamba; vi immaginate la nostra commozione nel
parlare di Lui con chi ancora lo ricordava, fra le mura che lo avevano
veduto? E il prof. Chironi, l'ispettore scolastico che ha uno spirito
così poco scolastico e così arguto, ci riportava vicini quei giorni,
ristabilendo inaspettatamente una nuova continuità col pensiero di Lui.
A
sera, avessimo salito il monte, o fatto sosta alla vigna tutta verde e
viola nella cornice argentea degli olivi, o fossimo rimasti in altre
case a veder cose belle e antiche, a udire parole sagge e cortesi,
tornavamo alla "casa nostra" con indicibile soddisfazione. Ci aspettava
l'ospite: il cavaliere Pietro Paolo Siotto, un signore che porta i suoi
settant'anni con eleganza (non potrei trovare un'altra parola), dritto e
agile nel suo bel costume nero e bianca, parlatore colorito e acuto,
cuor d'oro che scintilla nella fiera purezza dello sguardo. La sua casa,
custodita da due donne silenziose, sorridenti e attente, è davvero "la
casa". Si sentiva che fra quelle pareti massicce confluivano, come per
naturale tributo, i doni della terra e delle anime. Tutte le cose buone
della terra: frutta e erbe, pane e latte, vini ardenti e carni opime;
tutti i buoni mòti delle anime: la fedeltà dei servi, la cordialità
degli amici, il ricordo dei trapassati, e acceso su tutto, l'affetto del
vecchio signore e del giovane nipote, che mi faceva pensare alla
propensione della vite nodosa per il suo fresco tralcio.
In
cima alla casa, alta come una torre, si apre una terrazza: vi abbiamo
indugiato a mirare i grappoli di stelle. Orani, che non ha
illuminazione, biancheggiava appena, lì sotto, nel buio: e dalla bocca
di un forno si diffondeva una vampa rossa.»
(Grazie con con tutto il cuore al mio amico Angelino Mereu.)
6 ottobre 2018
QU.TU prima edizione 2018 - Donne in luce, donne in ombra
QU.TU - QUANDO TUTTE LE DONNE DEL MONDO. Critica. Poesia. Scienza. Multicultura 🍃📚🍃🍃🍃🍃
La prima edizione della rassegna di appuntamenti culturali si è chiusa venerdì scorso a Orani con un bilancio più che positivo: per la qualità della realizzazione del progetto, con una macchina organizzativa che ha funzionato bene; per l'alto livello degli interventi, che hanno mantenuto un taglio non specialistico e anzi piuttosto divulgativo – nel senso nobile del concetto –, considerato il pubblico folto e composito; per l'attenzione avuta nei media, compresi i due principali quotidiani sardi, che hanno seguito con vivo interesse tutta la rassegna; ultimo ma non ultimo, per la gioia e la soddisfazione di chi ha organizzato, promosso e fruito.
Ieri, all'ExMà di Orani, l'ultimo appuntamento di questa prima edizione, che ha preso il via in piena estate. Grazie a tutte le persone che hanno contribuito in modo costruttivo — materialmente e moralmente — alla buona riuscita dell'iniziativa. Un grazie speciale, per ieri sera, alla scienziata Teresa Chironi. Quando di dice chiudere in bellezza... Arrivederci al 2019! (Nelle foto: Qu.Tu, 5 ottobre 2018, "Donne in luce, donne in ombra".)
1 ottobre 2018
29 settembre 2018
QU.TU prima edizione 2018 - S'eredade poetica. Luna cantadora
Si ti podia nai
ca s'umbra de s'umbragu at amparau
is froris in s'istadi
e su landireddu no at trantziu
sa téula in crobetura.
Béulat ancora s'angioneddu'e nascidroxu e currint ancora po is banderas
is cuaddus chene'e doma. Si ti podia nai
Ca una'oxi chene'e tempus
e chene'e meris
mi sinnat ancora
sa durciura de is fueddus tuus.
Si ti podia nai
ca imoi seu innoi
a ndi'oddiri custu passus in sa'ia
de ancà mi scrucullant aintru
totu is celus de ancà ti circu.
ca s'umbra de s'umbragu at amparau
is froris in s'istadi
e su landireddu no at trantziu
sa téula in crobetura.
Béulat ancora s'angioneddu'e nascidroxu e currint ancora po is banderas
is cuaddus chene'e doma. Si ti podia nai
Ca una'oxi chene'e tempus
e chene'e meris
mi sinnat ancora
sa durciura de is fueddus tuus.
Si ti podia nai
ca imoi seu innoi
a ndi'oddiri custu passus in sa'ia
de ancà mi scrucullant aintru
totu is celus de ancà ti circu.
Se potessi dirti
che l'ombra del pergolato ha protetto
i fiori nell'estate
e la grandine ha lasciato integre
le tegole del tetto.
Bela ancora
l'agnellino appena nato
e ancora corrono per vincere
i cavalli indomiti.
Se potessi dirti
che una voce senza tempo
e senza padroni
mi segna ancora
la dolcezza delle tue parole.
Se potessi dirti
che ora sono qui
a raccogliere questi passi nella strada
dove mi rovistano dentro tutti i cieli in cui ti cerco.
che l'ombra del pergolato ha protetto
i fiori nell'estate
e la grandine ha lasciato integre
le tegole del tetto.
Bela ancora
l'agnellino appena nato
e ancora corrono per vincere
i cavalli indomiti.
Se potessi dirti
che una voce senza tempo
e senza padroni
mi segna ancora
la dolcezza delle tue parole.
Se potessi dirti
che ora sono qui
a raccogliere questi passi nella strada
dove mi rovistano dentro tutti i cieli in cui ti cerco.
---- Anna Cristina Serra
Orani, ExMà e Casa Maninchedda, 28 settembre 2018
Qu.Tu - Quando tutte le donne del mondo. Critica. Poesia. Scienza. Multicultura.
Prima edizione 2018, IV appuntamento
S'EREDADE POETICA - LUNA CANTADORA
Con il Sindaco di Orani Antonio Fadda, la poeta Anna Cristina Serra, il professor Dino Manca, l'attrice Maria Giovanna Ganga, il Coro Femminile di Orani e un folto pubblico, silenzioso e attento, che ancora una volta motiva a continuare nell'impegno per un paese, un territorio, un'isola che meritano ogni bene. Grazie a tutte e a tutti.








16 settembre 2018
QU.TU prima edizione 2018 - Solo per amore
Credits
Orani, 15 settembre 2018
Bello e ricco di contenuti e di immaginazione l'incontro con Lisa Ginzburg, avvenuto in un sito incantevole, l'antica Chiesa di Sant'Andreas, alias Campusantu Vetzu, anche Torre pisana, accompagnato dalla lettura di alcuni stupendi brani tratti dagli ultimi libri della scrittrice Per amore (Marsilio, 2016) , Spietati i mansueti, (Gaffi, 2017) Buongiorno mezzanotte, torno a casa (Italosvevo, 2018), Pura invenzione.12 variazioni su «Frankenstein» di Mary Shelley (Marsilio, 2018) su didascalie musicali discrete e raffinate.
Grazie a tutti coloro che hanno contribuito a rendere possibile la realizzazione del terzo appuntamento della rassegna a un livello così alto. Grazie a Lisa Ginzburg, Rosanna Morace, Mag Ganga, Battista Giordano, Impresa Sociale Nuovi Scenari, Comune di Orani, Fondazione di Sardegna, Pro Loco di Orani, Scuola di Musica "Costantino Nivola". Ultimo ma non ultimo, grazie all'interessante pubblico che sta seguendo appassionatamente la rassegna di appuntamenti culturali "Qu.Tu - Quando tutte le donne del mondo. Critica, Poesia, Scienza. Multicultura, un progetto ideato e curato da Bastiana Madau, promosso dall'Impresa Sociale Nuovi Scenari, sostenuto dal Comune di Orani, dalla Fondazione Sardegna, in collaborazione con la Pro Loco di Orani e la Scuola di Musica "Costantino Nivola".









26 agosto 2018
QU.TU prima edizione 2018 - Terre promesse
... Poi il vento ha spazzato via le nuvole gonfie ed è tornato il sereno. Roberto, Wmamba e Valentina hanno provato l'amplificazione; sono arrivate le sedie da casa di Tziu Celeste, un tappeto giallo appartenuto a mia madre, un tavolino da casa Maninchedda e alla chetichella tante persone arrivate dai paesi vicini, ma anche lontani, da Cagliari e da Sassari. La piazzetta di Su Postu, insomma, si è riempita con un pubblico silenzioso e attento, accorso ad ascoltare Milena Agus e Alessandra Pigliaru dialogare sui diversi e interessanti temi della nostra contemporaneità, ma anche riguardanti la soggettività femminile, sollevati dalla lettura del romanzo Terre Promesse (Nottetempo), le cui pagine abbiamo potuto saggiare nell'elegante reading curato da Valentina Loche e Antonello Masini. Cos'altro aggiungere?
Si stava davvero bene in quella piccola piazza antica, con le panche di granito e i verdissimi pergolati ad addolcire i vecchi muri delle case, in parte abbandonate, purtroppo, e sino a quando sul cielo mite di Orani è calata la sera, e ancora sino a notte fonda si è protratto il bel chiaccherare guardandosi negli occhi, con il piacere di stare insieme.
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