2 marzo 2023
Maestre dell'università sconosciuta
Recensione del nuovo libro di Bastiana Madau Maestre dell'università sconosciuta (Soter, 2023), pubblicata nelle pagine culturali de L'Unione Sarda del 28 febbraio 2023
10 febbraio 2023
Maestre dell'università sconosciuta
Il nuovo di Bastiana Madau, Maestre dell'università sconosciuta (Soter, 2023; collana "Piccole memorie" 54), è attualmente reperibile nelle librerie nuoresi Mieleamaro, Novecento, Soru di Orani, nel bookshop del Museo Nivola o scrivendo all'email ba.madau@gmail.com
Si tratta di uno scritto antropologico, etnologico e poetico a un tempo, chiaro e scorrevole, in cui l’Autrice mette in luce un patrimonio composto di ninne nanne, pani, feste, oggetti, canti. La Sardegna è uno di quei rari luoghi dove ancora pulsano una cultura, un sapere e una rete di storie che passano non dalle narrazioni pubblicate su carta stampata o dai luoghi d’insegnamento istituzionali, ma da tutto il resto. Madau rende vividissimo questo patrimonio raccontandolo attraverso il filtro della sua memoria personale, arricchendolo con le riflessioni sulla letteratura per l’infanzia e su come la narrazione orale sostenga la formazione della voglia di leggere. Un libro prezioso, concreto e filosofico, sempre umanista e molto politico, nel senso ampio di quel che riguarda la comunità, il bene comune. L’idea delle maestre nascoste dentro le cose, fuori dai circuiti ufficiali, è profondamente vera, come vera è l’idea della necessità che la scrittura, per farsi poesia, debba entrare in contatto con la luce concreta del mondo.
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| Foto di Elena Mereu |
Bastiana Madau, nata a Orani (Nuoro), laureata in Filosofia a “La Sapienza” di Roma, è stata per diversi anni direttrice delle biblioteche comunali di Orani e di Orgosolo, lavorando poi come editor, critica letteraria, conduttrice di laboratori di educazione alla lettura e alla scrittura. È ideatrice e curatrice della rassegna culturale “Quando tutte le donne del mondo”, nota come #QuFestival, giunta alla quinta edizione. Tra le sue pubblicazioni, il romanzo Nascar (Poliedro, 2003) e Simone, le Castor. La costruzione di una morale (con una nota introduttiva di Alessandra Pigliaru; Cuec, 2016, 2a ed. 2017, Premio “Osilo” per la saggistica).
8 settembre 2022
Sa esta de Gonare
"Le piccole chiese brune perdute nelle pianure desolate o nei monti solitari, e che hanno l'impronta delle costruzioni pisane o andaluse, sono circondate da una tradizione semplice o leggendaria".
Quel che scriveva Grazia Deledda vale ancora per la bellissima "chiesa bruna" dedicata a Nostra Signora di Gonare, eretta in una cima talmente stretta e perigliosa da farle assumere un fascino da finis terrae. E da lassù, guardando a est e a ovest quando non c'è foschia, si vedono i due mari.
Oggi, 8 settembre, le comunità di Orani e Sarule vi rinnovano l'antica festa dedicata alla Madonna, una tradizione nota e sentita in tutta la Sardegna; da sempre, infatti, da ogni punto dell'isola arrivano in pellegrinaggio le genti per partecipare alle messe che si succedono nella chiesetta: portano un cero alla Madonna e poi comprano il torrone dai tonaresi o un cavallino e una bambolina di plastica dalle bancarelle allestite per la festa nell'antica "corte" circondata dalle cumbessias. Da sempre il sacro e il profano, con gesti semplici, si tendono la mano.
Gonare, 8 settembre 1962. Una famiglia di Desulo in pellegrinaggio a Gonare. Sullo sfondo, a ridosso di una cumbessia, la bancarella del su turronarju. Dal documentario di Fiorenzo Serra L'ultimo pugno di terra.
25 maggio 2022
La spiga
"Ciò che dura lo fondano i poeti" diceva Salvatore Cambosu, ma non lo ha scritto da nessuna parte.
6 aprile 2022
Tabù
La guerra viene ancora trattata come un mestiere che ha la sua deontologia, perciò si distinguono i cosiddetti crimini di guerra dagli altri atti delittuosi perpetrati con indosso una divisa. Sarebbe invece ora, ed è sempre troppo tardi, che l'umanità interiorizzasse il concetto che la stessa guerra è un crimine e che essa non va fatta per nessun motivo.
30 ottobre 2021
Salvare
Bisogna salvare le ferite.
Non lasciarle sole, sperdute
nell’idea fissa della medicazione e della guarigione.
Bisogna interrogare le ferite e aspettare le risposte. La
risposta alla ferita siamo noi. I nostri gesti, le nostre
possibilità accolte o respinte, i tremori e gli assalti rispondono
tutti alle ferite.
Perdere una ferita significa perdere una segnaletica
importante per un viaggio dentro le orme dell’esistenza,
un viaggio che ci accomuna e ci distingue, ci
fa cantati, cantati dalla vita cruda.
Chandra Candiani,
da Questo immenso non sapere. Conversazioni con alberi, animali e il cuore umano, Einaudi, Torino 2021.
31 agosto 2021
"La peste" di Albert Camus al QuFestival di Orani
Orani, 26 agosto 2021, in Piazza Mazzini, rione Su Postu, cuore del nivoliano Pergola Village.
Negli scatti di Elena Mereu (agenzia di comunicazione "Nàrami") il racconto fotografico dell'incontro sui temi de La peste di Albert Camus: con la traduttrice dell'ultima edizione italiana del romanzo Yasmina Mélaouah, Maria Teresa Carbone, Dominique Vittoz, Bastiana Madau, Maria Giovanna Ganga e Battista Giordano. L'incontro si è svolto nell'ambito della terza edizione del festival Quando tutte le donne del mondo (QuFestival), rassegna di appuntamenti culturali tesa a mettere in luce principalmente il lavoro intellettuale delle donne.
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