14 luglio 2010

Simon Mago e Altamante



Kon ovla so mutavia
kon ovla?
Ovla kon ascovi.
Me gava palan ladi,
me gava
palan bura ot croiuti.

Chi sarà a raccontare
chi sarà?
Sarà chi rimane.
Io seguirò questo migrare,
seguirò
questa corrente di ali.

Condivido le parole con cui Altamante evoca oggi Saramago nella sua pagina facebook, e voglio conservarle in parte qui, prima che scompaiano.
"Personalmente, se ripenso a Saramago e ai suoi romanzi, vengo sorpreso da un'immagine di uomini in cammino. Tantissimi, insieme, chi a piedi, chi su un carro. Non si conoscono, prima di incamminarsi, si conosceranno camminando insieme. Le moltitudini in viaggio sono presenti in tutti o quasi i suoi romanzi storici. ... Nell'immagine mi si confondono gli operai che andranno a costruire il convento di Mafra, i pellegrini di Fatima tra i quali Ricardo Reis, Giuseppe e Maria incinta che vanno a Betlemme per il censimento. … Viaggi a volte simili a deportazioni (e il pensiero va a I quaranta giorni del Mussa Dagh), ma sempre illuminati da un affiorare involontario e incontrollato di umanità.
Il viaggio è distanza (sia detto con perspicacia). Quando Hans Castorp sale sulla montagna magica dove il cugino Joachim è ricoverato, si stupisce di come lo spazio generi effetti di oblio che siamo soliti attribuire al tempo, e al tempo solo. I personaggi, anzi gli uomini, di Saramago, rappresentano quegli effetti modificandosi insieme alla storia, anche quando, come nel caso di Ricardo Reis, vogliono difendere il loro spazio, immergendosi in una trincea psicologica. Gli uomini di Saramago sono mobili e continuamente riplasmati dalla storia e dalla loro interazione con la storia. I loro viaggi sono la nostalgia che gli uomini della fine del ventesimo secolo provano, obbligatoriamente, per il viaggio. Infatti, degli uomini di Saramago nessuno viaggia per viaggiare, tutti viaggiano per necessità. Ma nei loro cammini avvertiamo ancora, forse per l'ultima volta, come le cause e gli effetti possano confondersi, e come la necessità che spinge a viaggiare possa essere solo, forse, e ancora, quella del viaggio."


13 luglio 2010

Racconti del mistero


Storie, racconti. Emozioni narrate ad alta voce, trasmesse da persona a persona, dagli adulti ai bambini, come nelle lontanissime infanzie. Condividere e non fuggire di fronte alla vastità del nostro sentire…


Spinta da questi pensieri, Franzisca chiamò a raccolta gli abitanti di Nascar, all'ora di
Créme Caramel, per ascoltare alcune letture ad alta voce dei Racconti del mistero di Edgar Allan Poe, per primi, perché ricordavano i bellissimi contos de mortu, quelli che da piccoli sentivano ancora raccontare dalle madri e dalle tutte le donne di buona volontà, durante le interminabili notti d'estate, stretti in un cerchio magico. Quando avere paura insieme era bellissimo.
Belle le parole, solo le parole. Ma era già tanto nell'inverno di Nascar.
Bastiana Madau, Nascar, Poliedro, Nuoro 2003.

Antine Nivola espone le sue sculture nei vicoli di Orani.
Foto di Carlo Bavagnoli (1958).

12 luglio 2010

Ammentos de pitzinnìa a mesanotte

Il mio Edgar Allan Poe di quand'ero piccola si chiamava Nannina: era una giovane donna di Fonni, che nel 1968 passò l'estate a O. per accudire una anziana parente, nostra vicina di casa. La ricordo bene in quelle lunghe notti di luglio, seduta nel grande cortile fra le ortensie, mentre inchiodava noi bambine e bambini, seduti per terra intorno al suo mesicheddu (sgabello di sughero), con magnifici contos de mortu...

Illustrazione di Lorenzo Mattotti

Un'isola senza mare

Peccato sia ormai introvabile: era ed è un libro bellissimo, L'Isola senza mare di Franco Nasi, pubblicato per i tipi di Iniziative culturali di Rina Pigliaru, a Sassari, nel 1997, corredato da 24 splendide immagini scattate da Franco Pinna in Sardegna. Nasi e Pinna, operatori di inchiesta, con la penna l'uno,  con la luce, l'altro; e inchiesta con tutti i crismi del genere, in anni in cui ancora si faceva un giornalismo nobile, a servizio dell'analisi della realtà
Presentammo il libro in biblioteca, ossia la raccolta delle indagini di Nasi in Sardegna, nell'auditorium della biblioteca comunale di Orgosolo, con il regista Gianfranco Cabiddu, il giornalista Giacomo Mameli e l'editore Rina Pigliaru; alcuni brani vennero letti da Giacomo Mannironi e Giovanni Fancello del collettivo di poeti "Nues" di Nuoro. 
Franco Nasi, morto a Milano il 20 settembre del 1983, inviato de Il Giorno dopo aver lavorato al Corriere della Sera allora diretto da Mario Missiroli, scrisse, a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta, una serie di articoli-inchiesta che ancora oggi appaiono di una attualità sorprendente. Erano gli anni della promessa Rinascita, delle grandi opere pubbliche, dell'Aga Khan e di Nino Rovelli e della grande emigrazione. Nasi percorse la Sardegna in lungo e in largo ed ebbe come principale referente, a Sassari, l'intellettuale Antonio Pigliaru; a Cagliari discuteva dei problemi sardi con il giornalista de L'Unione Sarda Angelino De Murtas. Con Alfonso Madeo, Gigi Ghirotti e Arturo Gismondi, Nasi era nella schiera degli inviati bravi e credibili. Bravi perché credibili, non il contrario.
Il libro (costava venticinquemilalire) è preceduto da scritti di Gugliemo Zucconi e Manlio Brigaglia.
Piergiorgio Branzi (1955)

8 luglio 2010

L'isola dei balocchi

Tra uno spettacolo e l'altro, sorrisi arrotolati, giovedì patinati, scimmie a casa tua.

Grazie a Fabrizio Gatti per le immersioni.  

2 luglio 2010

Avvistamenti

Non durerà. Non potremo fare a meno ancora a lungo delle cose essenziali.
Manu Larcenet, Lo scontro quotidiano, vol.2, Coconino, Bologna 2009.
 


1 luglio 2010

Destra e sinistra 1.


La categoria del "diverso" non ha alcuna autonomia analitica rispetto al tema della giustizia per la semplice ragione che non solo le donne sono diverse dagli uomini, ma ogni donna e ogni uomo sono diversi, gli uni dagli altri. La diversità diventa rilevante quando sta alla base di una discriminazione ingiusta. Però, che la discriminazione sia ingiusta, non dipende dal fatto della diversità ma dall'insussistenza di buone ragioni per un trattamento diseguale.
Norberto Bobbio, Destra e sinistra. Ragioni e significati di una distinzione politica, Donzelli, Roma 1994, p. 64.