ALTRI SCENARI: Nuoro, sabato 24 ottobre 2009 alle ore 10:00, Auditorium Biblioteca S. Satta. Proseguono gli incontri sul tema “Verso il distretto dell’economia sociale nel centro Sardegna”, con la lectio magistralis sull’economia sociale di Maurizio Pallante sul tema dell’imprenditoria sociale e dei processi di decrescita sostenibile. Coordina Pino D’Antonio.
21 ottobre 2009
17 ottobre 2009
La letteratura non conta niente
"A volte, quando bevo più di quanto dovrei, mi viene voglia di maledirli tutti, lui e i letterati che mi hanno dimenticato e gli assassini che mi tendono i loro agguati nel buio e perfino i linotipisti perduti nella gloria e nell’anonimato, ma poi mi calmo e mi viene da ridere. La vita bisogna viverla, in questo consiste tutto, semplicemente. Me lo disse un barbone che incontrai l’altro giorno uscendo dal bar La Mala Senda. La letteratura non conta niente."
Roberto Bolaño, I detective selvaggi, traduzione di Maria Nicola, Sellerio, 2003, p. 416
O God che sei nei cieli, sia fatta la tua volontà, ma dimmi: prevedi che un giorno su questo pianeta periferico la maggioranza degli animali che sanno dire mamma e babbo possano incarnare la letteratura universale e smetterla di essere cattivi coglioni capaci solo d'odio, livore e sofferenza?
(commento anonimo a un toccante post dei G.o.D.)
16 ottobre 2009
Esplorazioni inutili
Vi sono mesi in cui
non nasce un granello di poesia.
Il male scaccia le metafore,
l’analogia boccheggia.
non nasce un granello di poesia.
Il male scaccia le metafore,
l’analogia boccheggia.
Angelo Maria Rippellino, da Versi inediti e rari
10 ottobre 2009
Silicon Burqa*
I processi educativi determinano l'ordine simbolico che sta alla base della costruzione delle relazioni, dei patti sociali, della politica, della società. Per dirla con Karl R. Popper, "i cittadini di una società civilizzata, le persone cioè che si comportano civilmente, non sono il risultato del caso, ma sono il risultato di un processo educativo." Oggi più che mai – in una ossimorica situazione di reale liberà apparente – credo non sia facile analizzare e intervenire sull'ordine simbolico sistematicamente costruito dalla caja tonta italiana degli ultimi trent'anni, che sembra aver cancellato con un colpo di spugna decenni di battaglie di liberazione verso un pensiero civile, libero, rispettoso della dignità e integrità delle persone, e delle donne in primis. Più precisamente, non sarà facile rendere consapevoli di quanta falsità e violenza è contenuta nella gran parte dei format televisivi italiani, ma bisognerà pensare seriamente che il problema è basilare e non più rinviabile. Per questo voglio indicare un lavoro che mi ha molto colpito e che – in un contesto molto complesso da trattare – ha il merito di riuscire a essere limpido. Si tratta di un documentario intitolato Il corpo delle donne e affronta proprio il tema dell'uso del corpo della donna in tv. Andrebbe proposto anche nelle scuole, secondo me, e non soltanto per le risposte che dà, ma per le domande che pone, o per quelle potenziali che potrebbe a ragione suscitare.
* Ho intitolato il post in un modo piuttosto duro, perché, in realtà, l'ho scritto circa un mese fa, quando una delle nostre eccelse ministre ha violentemente strappato il velo a una donna musulmana, cosa che mi ha fatto arrabbiare e vergognare. Sono tempi in cui in Italia delle donne se ne parla soltanto come escort o come poltiche isteriche. Terribile.
Vorrei scrivere cose buone e belle, che so? intitolare questa nota Dalla parte delle bambine, ad esempio, e così ricordare Elena Giannini Belotti, una delle maestre che, quand'eravamo ragazzine e ragazzini, ci ha aperto gli occhi, con fermezza e con dolcezza, resi maggiormente consapevoli della costruzione dei ruoli e dell'inautenticità. C'è bisogno di riprendere certi discorsi, di una maggiore informazione e di un approccio verso le culture differenti dalle nostre assolutamente meno rozzo di quello proposto dalle "avanguardie" italiane. Velate o no – come ci ha mostrato anche Fatema Mernissi nel suo bellissimo saggio intitolato L'harem e l'Occidente –, le donne musulmane sono per le strade a milioni. Con l’istruzione pubblica hanno riacquistato le ali, e gli estremi casi di violenza nelle strade algerine o afgane contro le donne non velate sono il segno della fine del dispotismo maschile. Sono una forza civile imponente che lotta per la democrazia e l'emancipazione. Non hanno bisogno dell'aiuto di ministre manesche.
8 ottobre 2009
Mexican standoff
"Si ammirano i Re Magi!", disse una volta la buonanima di mio nonno, poco tempo prima di lasciarci. E a me che non avevo mai incontrato un re in vita mia e nemmeno un piccolo principe, sembrò finalmente chiaro perché non sapessi cosa fosse l'ammirazione. Ancora oggi non lo so. E anche altre cose, non me le spiego. Ma bando alle ciance, che oggi son contenta: ho vinto a una corsa di cavalli puntando su Damasceno Monteiro.
Dejo esta cabeza a Aldo Raine por sus cien años.
2 ottobre 2009
La festa è finita
"Gli skyline nel cuore della notte, gli impianti di climatizzazione che rinfrescano alberghi vuoti nel deserto e la luce artificiale in pieno giorno hanno in sé tutti qualcosa di demente e allo stesso tempo ammirevole: il lusso incurante di una civiltà ricca, ma forse spaventata di veder spegnersi le luci tanto quanto lo era il cacciatore nella notte primigenia." (Jean Baudillard, 1989)
In esergo a: Richard Heinberg, La festa è finita. La scomparsa del petrolio, le nuove guerre, il futuro dell'energia; traduzione dall'inglese di Nazzareno Mataldi. Fazi, Roma 2004, p. 3.
1 ottobre 2009
Uscita dal cinema
Luccicavano di sogni sulla tela bianca.
Due ore di scaglie lunari.
C'era l'amore su una triste melodia
c'era il ritorno felice dal vagare.
Il mondo dopo una fiaba è bruma.
Con visi e ruoli incolti.
La ragazza le sue pene intona
e il soldato quelle del partigiano.
Torno a voi, nel mondo vero,
colmo di fato, fitto e fosco –
ragazzo monco sotto il portone,
ragazza dagli occhi vani.
Wisława Szymborska, Discorso all'ufficio oggetti smarriti. Poesie 1945-2004; traduzione dal polacco di Pietro Marchesani, Adelphi, Milano 2004, p.16
Due ore di scaglie lunari.
C'era l'amore su una triste melodia
c'era il ritorno felice dal vagare.
Il mondo dopo una fiaba è bruma.
Con visi e ruoli incolti.
La ragazza le sue pene intona
e il soldato quelle del partigiano.
Torno a voi, nel mondo vero,
colmo di fato, fitto e fosco –
ragazzo monco sotto il portone,
ragazza dagli occhi vani.
Wisława Szymborska, Discorso all'ufficio oggetti smarriti. Poesie 1945-2004; traduzione dal polacco di Pietro Marchesani, Adelphi, Milano 2004, p.16
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