21 dicembre 2010

Nella mia vita

Oggi, per la prima volta in vita mia, sono entrata in un penitenziario per incontrare un folto gruppo di detenuti ("di massima sicurezza", come si dice) che hanno partecipato a un laboratorio di scrittura guidato da un amico scrittore, il quale mi ha chiamata a esaminare il prodotto finale: una settantina di componimenti poetici. Così ho incontrato i suoi allievi insieme alla piccola giuria che ho presieduto, composta dal maestro e da un'altra persona del mestiere per premiarne alcuni, ma scegliendo di menzionandoli tutti, perché ciscun loro scritto era terribilmente interessante, mai banale, almeno per noi che non viviamo in alcun modo quella speciale condizione esistenziale. Così, dopo un susseguirsi di cancelli che si aprivano per subito richiudersi alle nostre spalle con sordo rumore metallico, siamo entrati nella cappella del carcere, che ha un soffitto incredibilmente alto, a formare uno spazio conico impossibile da scaldare. L'aria era effettivamente gelida. I poeti ci aspettavano già seduti nelle bancate: composti, attentissimi. Un pomeriggio fatto di volti, sorrisi, risate (poche), facce chiuse, occhi bassi ed età, soprattutto età, che non dimenticherò facilmente. 
Ho voluto scrivere questo post per ricordare l'esistenza di uomini e donne invisibili che sostano da lungo tempo in una situazione di estremo dolore e alla quale alcuni di loro sono destinati per sempre. Voglio farne, di questo post, un inutile augurio a chi ho incontrato per il tempo di un pugno di parole scritte bene.


Come dentro
a una clessidra 
di lucido cristallo,
simili a granelli di sabbia,
contavo gli sbagli della mia vita.
Li ho fatti scivolare
nel palmo della mano
finché il loro peso impietoso
schiacciava le mie dita.
("Nella mia vita" di G.P., primo componimento premiato)

2 commenti:

lorenza corsari ha detto...

Bella..!

Rita N. ha detto...

la sensazione che si ha in carcere è che prevale l'essere umano, non il delinquente, l'assassino,il ladro semplicemente l'uomo di fronte a se stesso, chiuso in un mondo fuori dal mondo.Questa bellissima poesia ne è l'esempio.
Ho amato molto quella esperienza che mi ha segnato profondamente.