15 dicembre 2017

Alessandra

Ogni volta che devo prepare una presentazione del mio libro sul pensiero di Simone de Beauvoir (Simone, le Castor. La costruzione di una morale, uscito dapprima in ebook e poi in due diverse edizioni per Cuec Editrice, con una nota introduttiva di Alessandra Pigliaru), mi rimetto a studiare, sino a scorrere le prime bozze del libro. E ogni volta mi serve perché sempre mi scopro ad approfondire qualcosa di diverso. Raramente mi rimprovero per non avere fatto di più, ché ci vorrebbero altri 10 libri se dovessi approfondire maggiormente certi temi, tutti ancora attualissimi e legati alle contraddizioni del nostro concreto vivere. Ma ne sono consapevole, appunto, e anche relativamente tranquilla sul fatto che il testo continuerà a essere "scritto" da chi leggerà, intanto che a mia volta ne faccio nuove riflessioni, che puntualmente mi ritrovo a portare nel confronto pubblico, sempre costruttivo e divertente. 
Ripercorro, dicevo, la mia costruzione, come ho fatto oggi preparandomi per Santu Lussurgiu, dove domani presenterò il libro. 
Così, ora, sono incappata nello scambio epistolare con Alessandra, che ancora non conoscevo di persona, che non mi conosceva. Avevo deciso di chiedere a lei di scrivere una nota introduttiva al mio saggio perché, leggendola spesso nelle pagine culturali del quotidiano Il Manifesto (e anche nel social network dove eravamo entrate in contatto), avevo realizzato quanto mi fossero congeniali il suo modo chiaro di ragionare, la semplicità e la serietà del suo linguaggio, una certa onestà nel porgere i contenuti di ogni discorso, la coerenza che avvertivo nel suo pensiero. Così decisi di scriverle, e devo dire che glielo domandai abbastanza timidamente (attraversavo un periodo dove mi sentivo insicura su tutto). Bene, me lo ricorda la sua prima e-mail, segnata da un'accoglienza di straordinario calore, che oltre alla stima, che già sentivo, mi riempì di tenerezza e di affetto.
Sembrerà banale, ma allora io mi alzavo all'alba ogni santo giorno, e scrivevo veramente per stare a galla. E se non avessi conservato la capacità di scrivere per me, dopo troppi anni che lo facevo solo per gli altri, non so davvero se sarei potuta sopravvivere ai muri che mi erano crollati intorno. E le mie mani, da sole, forse non sarebbero bastate a tenerli.
Ecco, Alessandra seppe infondermi coraggio, e la sua risposta di lettura (fu la prima a leggere Simone) funsero da iniezione di autostima, che allora era davvero sotto i tacchi, già bassi per natura. Le sarò sempre grata per questo suo donarsi totalmente disinteressato, e mi sento davvero piccola per non saperlo ricambiare. Quello che posso fare è di portarla sempre con me, quando vado in giro con il libro, e dirglielo.
Ciao, bella.

14 dicembre 2017

Convalescenza

Convalescenza:
stancarsi gli occhi
contemplando le rose.

Masaoka Shiki (1867 – 1902)

13 dicembre 2017

Risveglio, vento, Ikenaga Yasunari

Sveglia che neppure albeggia, nella giornata più corta dell'anno, quanto ho dormito?
Poco, poche ore, insolitamente. Ma sto bene, uguale e nonostante il vento, che fa vibrare i vetri nel lato di casa a nord, e che per un momento riporta a ieri...
"Ci sono tante cose alle quali dovrei pensare, per esempio questo vento, adesso dovrei uscire e camminare nel vento. Non insieme a te, Line, non ti arrabbiare. Camminare nel vento è una cosa che non si può fare altro che da soli, perché c’è una tigre e un pianoforte la cui musica uccide gli uccelli, e la paura può essere dissolta solo dal vento, si sa, io è tanto che lo so."
Agota Kristof, Ieri, traduzione di Marco Lodoli, Einaudi, Torino 1997, p. 5.

3 dicembre 2017

Con "Simone, le Castor" a Orgosolo

Simone de Beauvoir este nashia in Parigi in su 1908. Ada istudiau filosofia a La Sorbonne, iuve ada honnotu a Jean-Paul Sartre e ateras pessones istruias; in chin issos ada intratesu unu arresonu filosoficu e politicu, arrichiu dae su hi vi sutzediada in cussos annos. Ustu hunfrontu che l'ada ata arribare a fahere parte de sa "res publica" de s'esistenzialsmu vrantzesu, iuve sa filosofa juhiada e ada galu homo unu postu suo de importu. Sempere huncorde hin sos printzipios de sos filosofos, mancari hi in cussos tempos vaiada medas trumentos, s'idea filosofica sua este annoidada dae su bisonzu de sintzeridade e dae su sensu de responsabilidade hi cada unu de nois depede aere de sa vida sua. In custu sensu rispettada su hi Sartre descrivede in Che cos'è la letteratura?, duncas s'ishrittura non podede istare indedda dae sos omines e da sa sotziedade, ma si depede dedicare a sa condizione umana e ahere in modu hi nemos podada ahere a mancu de ishire su hi vi capitada e a si hunsiderare hene curpa. Sa pessone de Simone de Beauvoir sinzada su passazzu a unu novu modellu de pessone istruia, hi in sa sotziedade cumpricada moderna non podede prusu ishriere solu pro issa e pro suddisfazione sua, ma si depede impinnare e su hi ishriede depede essere de azzudu pro mezzorare sa sotziedade. Sa filosofa ada travallau pessandela in custu modu, ma sempere cumintzande dae issa e totu, istande attentu a tottus sos hambiamentos de s'interioridade de sa pessone. Emina moderna e cuncreta, non si perdede hin imburdulos de allegas ma su pessamentu suo este a c'arribare a su menzus pro sa vida de sas pessones, ilhande sos medios a sos trumentos de cada unu e de tottu sa colletividade.
Sas ideas suas supra su raportu de sa filosofia e de sa vida las ada ispiegas in s'opera L'esistenzialismo e la saggezza delle nazioni, mascamente narada a s'omine ada bisonzu de sa filosofia pro esserede liberu, a sa filosofia daede usta possibilidade. Ada affrontau atteros temas in sas operas: Memorie di una ragazza perbene, L'età forte, La forza delle cose, A conti fatti, Una morte dolcissima e La cerimonia degli addii. Sos temas printzipales suni sa varsidade e sos dubbios e sas dimandas de s'esistensia e sa possibilidade de prozetare lezes vonas e zustas de modos de ahere, proha s'omine si depede misurare hin sos limites hi ada e hin cussos provare a si dare una regula zusta de vida, hene dare curpa a Deus e a ateras lezes morales. Un'ateru tema importante hi ada trattau este sa hestione de sa emina e de s'emancipazione sua (Il secondo sesso).
S'iscrittrice Bastiana Madau pretzisada a in su libru ada considerau mascamente su travallu hi Simone de Beauvoir ada atu in intro de se, hi ilhande sa serenidade este holada dae pessare e resonare solu pro issa a si ponnere hin cunfrontu in tottus sos ateros, proha issa este humbinta a sas allegas e sos arresonamentos servini propriu homente bonos printzipios pro hambiare sas hosas. […] E, pro inire su saggio, Bastiana Madau c'ada ertziu ponnere in intro unu articulu hi ada ishrittu pro unu giornale vranzesu pro sos trint'annos de sa morte de Simone de Beauvoir.
Intervento di Rosalba Fistrale alla presentazione a Orgosolo del libro Simone, le Castor. La costruzione di una morale di Bastiana Madau (Cuec 2017).

Bella serata a Orgosolo il 2 dicembre 2017, in occasione della presentazione del mio saggio sull'opera e il pensiero di Simone de Beauvoir. Belle le domande, partecipata e attenta la conversazione, alto l'ascolto. Ringrazio Maria Giovanna Fossati, appassionata e brillante relatrice; la giovane Rosalba Fistrale, che con il suo musicale orgolese ci ha incantato con una traduzione dall'italiano al sardo di alcune parti significative del libro, restituendo in modo assolutamente corretto i concetti. Ringrazio di cuore Michela, Giuseppina, Maura, Giovanna Luisa e tutte per l'organizzazione e la squisita ospitalità, e abbraccio tutte con stima e amicizia.

2 dicembre 2017

A return to Orgosolo

Oggi a Orgosolo sarà presentato il libro di Bastiana Madau Simone, le Castor. La costruzione di una morale (Cuec, 2017). Dopo la presentazione di Rosalba Fistrale e le letture dal saggio a cura di Maria Giovanna Ganga, dialogherà con l'autrice la giornalista Maria Giovanna Fossati. L'appuntamento, organizzato da "Donne di Orgosolo" e la Cuec Editrice, è fissato per le 17:30 nella saletta del bar di Giovanna Luisa.

30 novembre 2017

26 novembre 2017

Dialoghetto per amanti dei classici

– Io, questo... Io, quell'altro...
– ...
– Io, qua... Io, là...
– ...
– Io, poi... Io, noi...
– (lalalalalalala)
Io, questo... Io, quell'altro...
– ...
– Ma basta parlare di me, vedo che hai capito... Hai capito, vero? VERO?
– Penso di sì.
– Ok, parliamo un po' di te. Posso farti qualche domanda?
– Ma certamente.
– Tu di me cosa ne pensi?
– Che sei scemo.