10 maggio 2018

Sono

Sono meravigliose quelle rare persone che ancora sanno esprimere con la scrittura parole di senso sulla bellezza del vivere, nonostante la fatica, il dolore, e la paura, soprattutto. Non sai nemmeno chi ringraziare quando ti attraversano la strada: il loro sorriso è talmente discreto da sembrare che lo abbiano rivolto solo per caso, all'improvviso sollevando gli occhi proprio su di te, che fortuna.

19 aprile 2018

Sempre per sempre

Aspettando una persona cara, e cara tra le più care, penso che ritorna chi non è mai partito. La verità. E ancora con Eliot penso che soltanto al ritorno da un lungo errare si può conoscere per la prima volta il luogo da cui si è partiti. 
Ed è un invito a partire (sempre), uno a tornare (sempre), ripartire, tornare, ripartire, ritornare... (per sempre).

29 marzo 2018

Particolare

Grillo?, domandai, ma che mi sta dicendo? È così che si chiamano le figure senza tronco che Bosch dipingeva, disse il Copista, è un nome antico che è stato riscoperto dai critici moderni come Baltrušaitis, ma per la verità è un nome dell'antichità, fu Antifilo a inventarlo, perché lui dipingeva figure del genere, esseri senza tronco, solo la testa e le braccia. […] 
Così lei sa proprio lutto di questo quadro, dissi io. Conosco questo quadro come le mie tasche, disse lui, per esempio, vede quel che sto dipingendo adesso?, bene, fino ad ora i critici hanno detto che questo pesce è una cernia, ma questo pesce non è una cernia, permetta che glielo dica, questo pesce è una tinca. Una tinca?, chiesi, la tinca è un pesce d'acqua dolce, no? La tinca è un pesce d'acqua dolce, mi confermò, lui vive nei pantani e nei fossi, è un pesce che ama il fango, è il pesce più grasso che ho mai mangiato in vita mia. 
Da Requiem di Antonio Tabucchi, trad. Sergio Vecchio. Il frammento più lancinante dell'intero romanzo.

28 marzo 2018

Da Santi per A.

Rabbrividiscono le stelle in coro dorato
e sembrano fate ubriache
le montagne;
da quando manchi come buon grano
alla terra arcaica del mio sguardo,
o tenero fratello di sapienti
orizzonti sconfinati.

Il mondo è più povero
d’amore, d'umanità e d'arte.

Un virtuoso idillio
di fiumi e d'aranci
ci lega per sempre
ad un'alba vera e lucente
di campane anarchiche.

Come torcia accesa
sul ventre del mare più stravagante
risorge inconsumata tra isole e città
la tua inedita anima colma
di remota grazia.
Hai brillato qui come arcano faro originale
sul vuoto amorale d’una civiltà sempre più meccanica.

Ti conservo nelle mani come armonica alata
soffiata da un vento rivoluzionario.


Santi Geraci