17 gennaio 2015

Oje mama nos at contau un ammentu...

"A su occu 'e sant'Antoni de su vichinadu, babbu vocavat sos truncos pius mannos de su linnargiu, ca mama it s'unica emina de Orane chi teniat duos izzos chi sin navan' Antoni: frade meu mannu, izzu 'e su primu maridu 'e mama – mortu zovaneddu in sa gherra 'e s'Austria –, e Antoni minore, izzu 'e babbu meu, naschìu dae su sicundu cojuvìu... Sa notte chi soe naschìa eo, mama it in su occu 'e S'Auddhitta vinzas a sa una, poi sind est intrada a domo, e a sas tres soe naschìa... Dae tando, babbu, in su occu 'e sant'Antoni poniat semper non duos ma TRES bellos truncos! Unu pro Antoni mannu, unu pro Antoni minore, e unu pro mene... Salude a tottus!"

9 gennaio 2015

Mantas

Tra le tante cose strambe e poco rilevanti che accadono in Italia  e in Sardegna –, c'è quella di restaurare i murales, i quali hanno assunto una funzione di arredo urbano (curiosa funzione estetica, dato che spesso sono solo pacchiani e talvolta non fanno che banalizzare i centri storici di paesi che non hanno alcuna attinenza con il mezzo, che poi è anche il messaggio...). In Messico, invece, dove il fenomeno ha origine e si sviluppa come pratica politica, i murales svolgono ancora la loro funzione primaria, ossia quella di essere uno strumento di denuncia sociale. Tant'è che nella capitale, non essendo più rimaste pareti a disposizione, i muralisti dipingono sulle mantas, che poi fissano con chiodi e corde nei muri esterni degli edifici. Una volta invecchiato o esaurito il messaggio, i messicani le sostituiscono via via con altre mantas, così da non incorrere nel rischio di lasciare negli spazi pubblici segni che rinviano meramente ad altri segni, sino alla caduta nell'oblio del significato o del senso che ha originato i dipinti (come invece accade in Sardegna, almeno nei centri sardi noti per il cosiddetto muralismo politico, dove i manifesti politici murari sono ancora quelli prodotti durante le lotte della fine degli anni Sessanta, o poco su di lì, conservati e restaurati come in un museo all'aperto, appunto, insieme a quelli venuti dopo con una mera funzione di arredo urbano, che riproducono paesaggi, scene di vita contadina e pastorale, oggetti e segni della cultura materiale e immateriale dell'isola).
Più o meno questo è ciò che ci raccontarono, qualche anno fa,  alcuni muralisti attivi a Città del Messico, ospiti di un convegno sul tema nella biblioteca di Orgosolo, voluto dalla locale associazione culturale "Le Api". E las mantas, che appunto in Messico hanno sostituito i meno effimeri dipinti murari, mi sono tornate in mente ieri, attraversando il centro di Siniscola, vedendo il presepe dipinto su una manta, appunto, nella parete esterna della chiesa settecentesca delle Grazie...

6 gennaio 2015

Lodine

A Lodine piccolo, bellissimo paese, dotato di fonti d'acqua buona, di giardini domestici con piante di corbezzolo e di mirto, e pasticciato con i murales c'è anche chi ha messo gli addobbi natalizi nelle facce di Stan Laurel e Oliver Hardy, dipinte nella porta del garage... 
Ciò detto dico addio a queste feste, che sono state davvero belle.

2 gennaio 2015

1 gennaio 2015

Da dicembre a dicembre. Risvegli

3 dicembre 2013
È ancora buio, piove e tira vento. Ma sono riposata, sto bene, ho ancora due ore per me, e mi faccio prendere da pensieri ameni... Ricordo una mattina come questa di otto anni fa, a Parigi. Pioveva, tirava vento, stavo inspiegabilmente male ed ero in giro, insonne, dalle 5 del mattino (tiroide ballerina, scoprii qualche giorno dopo). Mi trovavo al 13°, vicino a Place d'Italie, e la prima luce accesa al secondo piano di un vecchio palazzo — intorno tutto grigio, pioveva, tirava vento... — mi diede la sensazione di uno squarcio su un cielo azzurro, proprio come il cuore di Icaro nel volo di Matisse. 
Non ho più dimenticato quella suggestione, e stamattina, alla prima luce che si è accesa nella casa di fronte — e alla prima sigaretta in terrazza, hélas! — si è ripresentata.
icaro.jpg

16 dicembre 2013

Risveglio con neve

Il vantaggio di avere cucinato (muy bien, dicono) il giorno prima ed esserti addormentata esausta e contenta nel cuore della festa è questo: svegliarsi il primo giorno dell'anno fresca come una rosa di giugno, mentre i tuoi cari dormono non si sa come, se in coma o come angioletti o entrambe le cose. 
Dalla terrazza ho fatto e ricevuto gli auguri dai rari passanti (passanti piano, ché la strada è ancora gelata, nonostante quasi due ore di sole): signora Giovanna, madre vedova di 4 figlie femmine; Mauro, il chirurgo brasiliano, marito di Francesca, la mia medica di base; il bambino pacioccone di "thilicherta thilicherta"... Intanto suonano le campane del Rosario... Ma c'è messa? Non vanno in vacanza i preti il primo giorno dell'anno? Boh. Mi preparo un secondo caffè, intanto che qui continuano a ronfare. Come angioletti. Li ho "controllati" uno per uno.
Mi affaccio nel social  di Mr Zuck, che anche oggi, implacabile, domanda: "A cosa stai pensando?". "A niente di speciale", gli ho risposto, "anche quest'anno continueremo a danzare...".
 

28 dicembre 2014

Nukes

"L'enorme noce californiana scialba e fragile, la buona noce di Francia, superate entrambe alla grande dal sapore dalla minuscola noce di montagna sarda col mallo quasi indistruttibile."
Odierno status fb matuttino di C.T. (Gristolu), caro amico francese naturalizzato isolano, amante della buona tavola e dell'arte.
Presepe 2014 di casa mia