1 maggio 2017

Ora dico due

 I boschi

Alla fine i boschi
sono estirpati
e gli alberi maestosi
sono spariti,

lasciando un intrico
di arboscelli e rampicanti,
stremati e orribili,
tracce confuse

delle cose semplici
che un tempo erano qui,
le chiome alte per le trinagre,
le radure per il cervo.

Haiden Carruth, in Poesia. Mensile internazionale di cultura poetica, febbraio 2017, p. 14.




I mondi

Sono quattro – dicono i saggi – i mondi,
tre sono sopra questo, l'evidente,
e plurimo il reale, per fortuna.
Ma è qui dove si posa la farfalla ancora,
è qui la meraviglia delle erbe
e tutta la natura vilipesa,
l'eclissi dei volti che consolano.
È qui che pieni di paura e d'incoscienza
si fa del nostro peggio,
tentando di scrollar di dosso
tanto infinito doloroso basto
e domande inevase, la menzogna.
Com'è tutto, a volte, nei polmoni
un soffio d'aria nuova nella sera,
come è lungo il respiro della pazienza.
 

Maurizio Meschia, idem, p. 74.

30 aprile 2017

Amargura

Ó gente da minha terra
Agora é que eu percebi
Esta tristeza que trago
Foi de vós que recebi


23 aprile 2017

Il sonno

Sino a non molto tempo prima lastricava di appunti le sue strade, perché sin là nessuna sembrava uguale all’altra. E lei ci s’immergeva, come a ubriacarsene. Come il Funes del racconto amato, in qualsiasi alito di vento, nella memoria delle foglie alle sei del pomeriggio di un qualunque giorno d’estate. Come un personaggio di Bianciardi, ma più felice, anzi: felice. E le piaceva raccontarle le strade, e tutte le stanze della sua grande casa. I vicoli di Nascar e, nella testa, l’oro di Cordova.

  "E qualcuno ha detto: 

Sorella della nostra memoria feroce,
del valore è meglio non parlare.
Chi ha saputo vincere la paura
è diventato coraggioso per sempre.
Balliamo, poi, mentre passa la notte
come una gigantesca scatola di scarpe
sopra la scogliera e la terrazza,
in una piega della realtà, del possibile,
dove la gentilezza non è un'eccezione.
Balliamo nel riflesso incerto
dei detective latinoamericani,
una pozzanghera d'acqua piovana che riflette le nostre facce
ogni dieci anni.


Poi arrivò il sonno."

14 aprile 2017

Gosar

Non so nemmeno
se è la storia che ha creato noi
o se noi abbiamo creato la storia.
Se siamo solo l’eco
di un cuore altrui.

Ewa Lipska