1 settembre 2015

Il nord, la volontà, la speranza – paesi senza frontiere

Gli anni, i secoli e le epoche che si susseguono,
Tutto si precipita verso il caldo, lontano dai geli e dalle tormente.
Perché gli uccelli volano verso il Nord
Se a loro è destinato solo il Sud?

Non hanno bisogno né di gloria né di grandezza.
Ecco, sotto le ali finirà il ghiaccio
E troveranno la felicità di uccelli,
Ricompensa del volo audace.

Non siamo riusciti né a vivere, né a dormire?
Cosa ci ha spinto verso la cresta dell’onda?
Non abbiamo potuto ancora contemplare la luce.
La luce non ha prezzo!

Silenzio. Solo i gabbiani sono come bagliori.
Le nostre mani li nutrono di vuoto.
Ma la nostra ricompensa per il silenzio
Sarà necessariamente il suono.

Da tempo abbiamo solo sogni bianchi,
Tutte le altre sfumature le hanno spazzate via le nevi.
Siamo rimasti accecati è buio da tanto biancore.
La linea nera della terra ci restituisce la vista.

Dalla nostra gola scaturisce il silenzio,
La nostra debolezza cresce come un’ombra.
E la ricompensa per le notti di disperazione
Sarà l’eternità di un giorno polare.

Il nord, la volontà, la speranza paesi senza frontiere,
Neve senza fango, come una lunga vita senza menzogna,
I corvi non ci caveranno gli occhi dalle orbite,
Perché qui non ci sono corvi.

Chi non ha creduto alle profezie cattive,
Non si è disteso sulla neve neanche per riposare un attimo,
Come ricompensa per la solitudine
Avrà l’incontro.

"Il silenzio bianco" [1972], in Vladimir Vysotsky, 19 canzoni; traduzione di Silvana Aversa; introduzione di Gino Castaldo, presentazione di Amelia Rosselli, Stampa Alternativa, s.l., 1992, p. non num.

Tranne

Le navi si fermano – poi salpano,
Ma tornano tra le intemperie...
Non passerà un anno e io ricomparirò
Per ripartire ancora per un anno.

Tornano tutti, tranne i miei migliori amici,
Tranne le donne più amate, le più fedeli.
Tornano tutti, tranne quelli di cui si ha più bisogno.
Io non credo al destino e in me ancor meno.

Ma che voglia di credere che non sia così,
Che tagliarsi i ponti alle spalle sia fuori moda.
Io certamente tornerò, insieme agli amici e avvolto ai sogni.
Io certamente canterò e non passerà un anno.

"Le navi" [1966], in Vladimir Vysotsky, 19 canzoni; traduzione di Silvana Aversa, introduzione di Gino Castaldo, presentazione di Amelia Rosselli; Stampa Alternativa, s.l., 1992, p. non num.

22 agosto 2015

Perché ho soltanto

E io dico che mi piace la parola amen
perché sa di preghiera e di pioggia dentro la terra
e di pietà dentro il silenzio
ma io non la metterei la parola amen
perché non ho nessuna pietà di voi
perché ho soltanto i miei occhi nei vostri
e l'allegria dei vinti e una tristezza grande.

Ultimi versi del componimento "Parole povere", in: Pierluigi Cappello, Mandate a dire all'imperatore, Crocetti, Milano 2010.

17 agosto 2015

10 agosto

Guardo dall'alto della terrazza l'automobile parcheggiata in cortile: il vetro anteriore riflette il cobato del cielo e le grandi nuvole bianche spazzate dal maestrale, vicinissime alla terra. Penso che mai come oggi le cose importanti sono apparse così vicine le une alle altre, e vicine a me. La mia casa alla casa natale, ai vicoli di Nascar, al camposanto, al mio cuore, alla mia testa, ai miei cari, ai vivi e ai morti. Ai più piccoli di noi. 
Mamma ci ha lasciato il 10 agosto, in un pomeriggio caldissimo: era sfinita, ma, quando mi sono rivolta all'infermiera per domandarle qualcosa di lei, ha avuto comunque la forza di dirmi "parla con me...". E io ho parlato, abbiamo parlato, di cose piccole, non ricordo bene. Era stanca, si è addormentata, o a me così è sembrato: che dormisse...
Quella notte ha piovuto di continuo, una pioggia sottile, era tutto buio. L'unica stella cadente era nel mio cuore, e nel cuore delle mie sorelle e di mio fratello.

3 agosto 2015

Scherzosamente

Nuoro è chiamata scherzosamente, dai giovani artisti sardi, l’Atene della Sardegna. Infatti, relativamente, è il paese più colto e battagliero dell’isola. Abbiamo artisti e poeti, scrittori ed eruditi, giovani forti e gentili, taluni dei quali fanno onore alla Sardegna e sono avviati anche verso una relativa celebrità.
Grazia Deledda, Tradizioni popolari di Nuoro, 1894