2 aprile 2011

Aprile spezzato

"Lo so che talvolta la via della pace è difficile e si vorrebbero delle scorciatoie per cacciare più presto questo o quel dittatore. Ma non ci sono: restano solo più cadaveri, e non vorrei entrare nel conteggio di quanti siano quelli dei ribelli e quanti dei coscritti di Gheddafi. Il fatto anche più grave è che ferite gravemente già appaiono le primavere arabe che dalla vicenda libica non escono rafforzate ma deviate per via di un intervento esterno ed autoritario che ha loro tolto ruolo. Per via di un'azione armata che ha già scelto i suoi paladini: i prodi ministri scappati all'ultimo momento (e fra questi persino chi è stato a capo nientemeno che del dicastero della giustizia e degli interni del regime) ai quali viene affidato il compito di costruire la democrazia libica." 
Luciana Castellina, "I disastri della guerra", il manifesto, oggi.

2 commenti:

bianca ha detto...

Mi è venuta voglia di rileggere Ismail Kadare.

Daniele Mattioli ha detto...

E io volevo postare più o meno lo stesso pezzo dell'articolo.
Ben fatto.