10 febbraio 2010

Un pensiero per Basaglia

I cambiamenti sono ancora guidati dalle idee dei sognatori che attraversano oceani di dolore senza un dio che protegga, garantisca l'oblio o il perdono, distragga dalla condizione di animali che vivono sapendo di dover morire.
Ogni dio spaventa quando non assume su di sé e impedisce di assumere la condizione umana, atteggiamento imprescindibile per abitare il mondo con i propri simili, sentendoli come tali. 

La foto proviene dall'archivio di Anatolij Krymskij; 
grazie a mirumir per avermici condotto.

3 commenti:

Walter ha detto...

Bellissimo pensiero.
E grazie sempre alla Miru.
Dan (Macca)

Paolo Curreli ha detto...

esistono degli spunti di meditazione ( diciamo così)
o delle parole che mettono in moto
o che aprono porte
o che non si erano mai trovate
e finalmente si sono lette
così vere che avrei bisogno di più di qualche minuto per commentarle
grazie (per la spinticina)

bianca ha detto...

Grazie Paolo, grazie Daniele. Credo che di laicità e utopia ci sia ancora dannatamente bisogno: sono le idee che muovono i fatti, e questa, anche, è la luminosa traccia lasciata da Basaglia. Conosco persone meravigliose che ancora insistono e resistono su quel fronte... Se tutto intorno a noi sta crollando - dopo aver avuto periodi di staordinaria crescita civile (che abbiamo fortunatamente conosciuto e che fanno parte della nostra formazione)- è perchè bassissimo, in tutti i sensi, è il progetto sociale.
Un abbraccio, tornate!