14 marzo 2011

Las Indias de aqui

Lettera di Rimbaud a sua suocera, raccolta in Si t'avances et je recule (Garnier, Paris 1898), e proposta da Stenelo (grazie) nella pagina FF del suo collettivo (GhostwritersOnDemand). Totalmente d'accordo con lo zombi per quanto ribadisce in un dialoghetto friendfeedano: non aspetto, non credo esistano  e neppure vorrei alessandrimagni che raccontino di poterci condurre "alle porte dell'India". E al poco stupefacente fatto che non ci sia nessuno in assetto di miracolo, anch'io rispondo sempre ai ragazzi ricordando loro che, nel nostro orizzonte verso un cambiamento possibile, continua a esserci soltanto la repubblica parlamentare. Dunque, l'unica aspettativa che continuo a non precludermi e che vorrei nessuno si precludesse (non mi interessa domandarmi se ragionevolmente o meno, convinta sia  falso che siamo, e quindi siano, tutti "uguali") è che si vigili costantemente per inviare nelle camere rappresentanti capaci di elaborare un progetto sociale all'altezza della situazione.

5 commenti:

Daniele Mattioli ha detto...

Ineccepibile.

Rita N. ha detto...

"..non possiamo eliminare completamente cose come la gerarchia, ma ciò che sta sorgendo potrebbe non avere un sopra e un sotto, e nemmeno un nome. Quando è nato, il movimento femminista rifiutò di avere una leader, semplicemente donne diverse si alzavano e parlavano. Le prime femministe furono molto attente a non mettere ciò che stava sorgendo spontaneamente nella vecchia bottiglia. Penso quindi che sia una questione di lasciar scorrere le cose, di aver fiducia che il cosmo emergente uscirà per conto suo e che si darà una forma mentre sorge. Questo significa vivere in uno spazio aperto, questa è la libertà." J.H.
sono d'accordo con te B.

bianca ha detto...

È da sempre nella natura dei movimenti il non voler essere rappresentati. Essi nascono e muoiono. En las Indias de aqui, il problema vero è la ricostruzione di un soggetto politico forte, che abbia anche la funzione di tenere unito il paese (com'è stato con i grandi partiti, per intenderci). Oggi il massimo che possiamo sperare è di vincere le elezioni. Ma poi?

Rita N. ha detto...

il vero problema è capire che un certo mondo è finito e che un altro si sta delineando, ma se ragioniamo con paradigmi del vecchio non riusciamo a vederlo

bianca ha detto...

Sono passati quasi 24 ore e nessuno ha notato nulla. I grammarnazi stragoderanno (stragodono, infatti, proprio per cose così, i grammarnazi). A me la lettera alla suocera di R. mi sembra davvero bella, e non potevo non conservarla.