19 gennaio 2016

Redivive

"Cinemino?"
"Cosa?"
"Iñárritu"
"?? Avevamo detto MAI PIÙ!"
"Ma noi non siamo cattive, VERO? Noi diamo sempre un'altra possibilità, VERO?"
"Ma piantala. Ammetti che con Di Caprio vedresti pure i filmini della cresima. E pure io. Ajò."

E SIAMO ANDATE...

Violenza, sangue e frattaglie a non finire, che si stagliano rosse-rosse sulla neve bianca-bianca, infinita-infinita, nei pazzeschi-pazzeschi paesaggi del Dakota, attraversati da un elemento, questo sì, di irresistibile fascino: il Missouri-Missouri.
Ripetizioni.
Sequenze proposte con un ritmo monotonamente identico lungo tutto il film, con pochi dialoghi e troppo "metraggio". Resiste lui, lo zombie, e resistiamo noi 1) perché Di Caprio si conferma un dio 2) perché a tratti puoi chiudere gli occhi (tanto non è che ti perdi molto: Iñárritu sta nuovamente citando Malick) e goderti la magnifica colonna sonora di Sakamoto.
Man Ray, L'étoile de mer , 1928.

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