5 ottobre 2010

Fa' le carte e ridimmelo

Nel giro di un pugno di giorni ho visto La solitudine dei numeri primi di Saverio Costanzo (che non mi è piaciuto), Inception di Christopher Nolan e Somewhere di Sofia Coppola. Già, l'estate finisce quando si torna al cinema, e il cinema è una delle poche cose dell'inverno che mi garba. Ma questi primi film della stagione, insomma… Tra tutti, quello che più mi ha convinto è il mattonazzo della Coppola (fantastica la giovanissima Elle Fanning che interpreta Cleo, la figlia del protagonista).  Su Inception mi sono già espressa un poco qui.
In realtà non ho voglia di scriverne, a parte che a quest'ora s'è già detto tutto.
Quel che resta di ciascuno di questi film – destinati, per quanto che mi riguarda,  all'oblio – è l'idea dei bambini che verbalizzano poco la domanda d'affetto per non mostrare la propria infelicità, leit motiv di ciascuno di essi in  modo diversamente "visibile" e centrale (in Inception, per poter tollerare "il sogno", non se ne mostrano neppure i volti, se non appena, di corsa e con capelli rigorosamente biondi e sottili al vento). Ovunque adulti troppo occupati con se stessi, con i loro amori, rancori e paranoie.
Disintossichiamoci così, ma soprattutto perché altrimenti non saprei come chiudere questo inutile post.
 

1 commento:

Daniele Mattioli ha detto...

Inutile?
Non direi!
Hai messo il video del finale di uno dei miei film preferiti.
Nel ramo personale, ovviamente...
:-D