11 maggio 2010

Il punto di vista di Batman

Quando qualche giorno fa ho visto Night Shadows (1921) alla mostra romana di Hopper, mi è sembrato di trovarmi davanti a un un quiz dello zombi

… su un vecchio film di Kubrick, magari.



5 commenti:

monica ha detto...

film "ombrosi" chiamavamo quelli che mandava la tv in estate
era la grande cinematografia classica americana (il grande cinema)
l'effetto derivava dai potenti riflettori usati in maniera espressionista
dove il grande mestiere faceva diventare una trovata quello che era ,invece, uno svantaggio : la difficoltà d'impressionare la pellicola
mi ricorda quelle inquadrature:
camere fisse, geniale lavoro di montaggio e ombre lunghe
Kubrik (il genio) sperimenta
già "il punto dove mettere la camera"
Il segnale per cui si è grandi o non lo si è.

monica ha detto...

Howard Hawks
direi ; il grande sonno
quello è , ovviamente , Bogart-Marlowe che sfugge da una situazione che si fà sempre più complicata

certo l'illuminazione è tutta da cinema bianco-nero
noteri anche l'"antinaturalismo"
da luce artificiale (l'ombra lunga del lampione)
difficile che la sensazione derivi da una osservazione dal vero
per quanto la prospettiva ricordi quella del suo studio
mi pare proprio una reminescenza cinematografica

monica ha detto...

Sarebbe bello che il bar ad'angolo
fosse quello dei "Falchi della notte"
però le facciate e l'estintore
sul marciapiede sono quelli di "domenica pomeriggio" in cui la strada e così vuota e malinconica dopo il via vai del sabato pomeriggio tra detective e gangster

bianca ha detto...

Grazie dei tuoi commenti appassionati e delle curiose associazioni al film di Hawks. Io resto inchiodata al primo che mi è venuto in mente davanti all'incisione, che poi credo sia anche il primo vero film di Kubrick, e – come diceva mia nonna – il primo è quello dell'angelo! Ma è vero che tutto Hopper inviata alla memoria (non solo cinematografica) e alla partecipazione. Nella mostra romana ho visto diverse opere immerse in un atmosfera assolutamente noir (anche alcune cose del periodo parigino), tante "scene" sospese che mi hanno incantata… Credo di aver capito perché H. è così amato anche dai grandi registi del cinema europeo! E mi ha inchiodato per venti minuti la donna (molto Degas) ritratta di spalle con indosso un vaporoso vestito bianco e il braccio destro alzato nell'atto di tirare il filo con cui presumibilmente sta cucendo l'orlo... E lo fa prima di uscire di casa... Chi è? Dove si prepara ad andare?

Torna quando vuoi, Monica, mi fa piacere.

rita ha detto...

Fotogrammi di storie, fermo immagine di un film. Hopper ti cattura e in una apparente finzione ti mostra una realtà nuda