6 maggio 2010

Dell'umiltà e grandezza



C’è un fondo di arroganza, come ammettono alcuni scrittori, nel processo letterario? 
Per quanto riguarda me e il mio lavoro, no. Altrimenti sarei un perfetto idiota. Scrivere è un atto di umiltà, tutto il contrario dell’arroganza. Quando scrivo non c’è spazio che per l’umiltà. Prima di me, tanti altri si sono seduti allo stesso tavolo e hanno lavorato con gli stessi strumenti, piuma, inchiostro, macchina per scrivere, computer. Autori grandissimi che leggo e rileggo. Impossibile provare arroganza. Puoi solo sentire timore o umiltà. E non sono un tipo timoroso.

Roberto Bolaño, da una intervista tradotta da Federico Bona, che puoi leggere integralmente qui.

9 commenti:

Walter ha detto...

Io penso, in tutta sincerità, che l'umiltà debba sempre essere tenuta presente: nel lavoro, nei rapporti con gli altri, anche tra sè e sè.
Non scambiarla per mancanza di autostima, ma atteggiamento di apertura verso ciò che non sappiamo, ciò che non conosciamo per nulla o in parte.
Io, almeno, faccio così.
E paga, quasi sempre.
Daniele (Macca)

bianca ha detto...

Ho fatto il post troppo frettolosamente, come quasi sempre: ma la sintesi è tutta "dentro" alle parole e alle immagini che insieme faccio agire, anche temendo interazioni fuori luogo, talvolta, nel senso "fuori" dal luogo che invece vorrei costruire. Così, ecco, non voglio "indicare" comportamenti (ma quando mai?) ma solo dire che mi piaciono e mi sorprendono – tanto sono rare – l'umiltà e insieme la grandezza. E sono convinta che non si dia la seconda senza la prima.



Nel 2006, e' stato pubblicato Bolaño por si mismo , una raccolta di intervsite dello scrittore 8dal 1998 al 2003) curata da Andrés Braithwaite. Il Prologo e' di juan Villoro:Le straordinarie interviste di Roberto Bolano equivalgono alla scatola nera degli aerei. Le parole prima dell'incidente. Non si tratta di un calcolato testamento, ma della voce che attraversa turbolenze con un'interezza ultima...

bianca ha detto...

p.s.: La seconda parte del mio commento non c'entra nulla qui. Me ne scuso.

Walter ha detto...

Forse sono io che "estrapolo" quello che mi va bene...
Comunque sia, parlare dell'umiltà, che sia di uno scrittore o di uno qualsiasi (vedi me), non è mai "fuori luogo".
No?
Daniele (Macca)

bianca ha detto...

(Facciamo dialoghetto? Vabbene, facciamo dialoghetto!)
Che c'entri tu? Tu sei sempre in luogo, di più: mi casa es tu casa! (devo sempre straccoccolarli i miei quattro lettori, eh :))
Dicevo solo del mio timore di interazioni inopportune nel mettere insieme mondi e linguaggi così distanti: Bolaño e Matisse, in questo caso.
Grazie, Dan.

Walter ha detto...

Ah! Sai qual'è il problema vero? Che questo mezzo non "parla" e scrivendo ci si può non capire, o capire male, o fraintendersi...
Insomma, succede spesso che bisogna scriversi spesso per comprendersi.
Il che non è per forza un male.
:-)
Daniele (Macca)

bianca ha detto...

Tanto tempo fa mi capitò di avere per mesi - che allora sembravano anni - una scatenata amicizia di penna con un ragazzino mio coetaneo. E quando ci siam visti l'estate al mare il dialogo proseguì intensamente. Così:
– Io mi chiamo Andrea...
– Io no...
:D

p.s.: Cazzeggio. Ma è la felicità della partenza. Che non entri in ansia la folta schiera dei lettori: torno subito (helàs!).
p.s. 2: Nessuna incomprensione, ma solo un osservare lo stesso oggetto da prospettive differenti, come capita, e va benone. A presto, Macca, felice we anche a te! :)

Paolo Curreli ha detto...

nella letteratura, creatività che mi è estranea, gli strumenti sono quelli che si usano nel quotidiano:
le parole,

le tecniche sono già in noi, le sfumature dell'"uso"

penso sempre a questo quando leggo
alla leggera rifrazione
tra l'essere scrivente e colui che è "scritto",. la persona e il personaggio
madame bovary cest moi?
è questa la letteratura?
Dante è stato all'inferno?
I templari portano un segreto?
Nascar è Orani?
oppure le viuzze di Pimentel
dove la mia fantasia
immaginava "cent'anni di solitudine"
cioè l'immedesimazione
potente magia su cui si fonda il mondo umano?
non sono coccolato
ma scrivo lo stesso
besos

bianca ha detto...

Grazie del commento, frade istimàu. Il tema è complicatuccio, e dato il caldo pazzesco di questa interminabile giornata di luglio, mi limito a rispondere alla tua domanda se il toponimo Nascar corrisponde a Orani. Direi di no, ecco, almeno non solo. Se vuoi saperne di più puoi leggere i miei appunti di onomastica qui: http://cartebianche.blogspot.com/2008/10/benvenuti-puntabuia.html
ma senza prenderli troppo sul serio eh (pur essendo il contesto seriosissimo!). Coccole a te, a presto :)