12 maggio 2009

Genius loci

"Dal mio villaggio io vedo quanto dalla terra si può vedere dell’Universo. Per questo il mio villaggio è grande quanto qualsiasi altro luogo, perché io sono della dimensione di quello che vedo, e non della dimensione della mia altezza."
Fernando Pessoa, “Il guardiano di greggi” (1911 – 1912), Una sola moltitudine **; traduzione di Anna Desti, Adelphi, Milano 1990.





















31 ottobre 1963
Nella copertina del New Yorker – fra i settimanali di costume e cultura più raffinati al mondo – un disegno di Saul Steinberg ritrae due donne del jet-set newyorkese che conversano con fare salottiero delle rispettive vacanze: mentre la prima – nella nuvoletta di pertinenza – racconta di Parigi e della rive gauche, la seconda disegna la mappa del suo viaggio in un angolo totalmente sconosciuto del vecchio continente: Sardegna, Orani… È l'omaggio di Steinberg a Costantino Nivola, l’amico allegro e malinconico, il grande artista già famoso negli Stati Uniti, sconosciuto in Italia, snobbato in Sardegna e nel suo paese natio. Proprio in quegli anni, durante uno dei suoi ritorni al paese, riferendosi ai graffiti realizzati nella facciata della chiesa dedicata alla Madonna della Itria, le donne gli rimproverano col riso negli occhi: “Deus meu, nos as guastau sa cièsa!”. E anche Costantino rideva, colmo della tenerezza che segna tutta la sua arte.

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